Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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LA GRAN PALA DEL FOPPA

NELL' ORATORIO DI SANTA MARIA DI CASTELLO IN SAVONA

el xy secolo le relazioni commerciali ed artistiche
della Liguria colla Lombardia erano attivissime; nel
campo dell'arte, troviamo che i pittori pavesi avevano
preso il posto dei pisani e senesi, dai quali, nel secolo
precedente erano state compiute molte opere per la
Riviera. 1

Nel 1428 comincia ad apparire un pittore, Tebaldo
da Pavia, nel 1433 il maestro Donato de' Bardi pavese,
il quale nel 1451 risulta deceduto, poi Boniforte da
Pavia (1438-1453), Giovanni di Montorfano figlio di
Paolo (1448-1471), Bernardino Montorfano suo figlio (?),
Giovan Giorgio pavese, Marco Mezzabarba pavese,
Giovan Pietro da Milano, Gibetto de' Mazzoni pavese,
Cristoforo de' Motis milanese (1468), suo figlio Agostino (1474), Giovan Giorgio Pelati da
Castel lazzo, Bertolino della Canonica pavese, Giacomo da Milano, Bocaccio Bocaccino di
Cremona figlio di Antonio (1493) e Giovanni Bocaccino figlio di Agostino, pur da Cre-
mona (1494), maestro Francesco da Yerzale pavese, Giovanni di Rezio pavese, Lorenzo da
Pavia. 2

Nei dipinti e nei documenti si leggono pochissimi nomi di artisti liguri, e meno ancor
di altre regioni; fa eccezione il Giusto d'Alemagna, che figura nel 1451.

Ma a quei molti artisti pavesi e lombardi importa aggiungere Vincenzo Foppa il quale
risulta in Liguria od in relazioni artistiche colla medesima, dal 1461 al 1489 nei documenti
e sino all'agosto del 1490 in un dipinto. Nei documenti egli è qualificato Vincentius de Fopa
piotor quondam Joannis■ ed anche Vincentius de Fopa de Brisia. 3 Citazioni di certa im-
portanza per gli studiosi della storia dell'arte lombarda dal momento che ci fanno cono-
scere che egli davvero era nativo di Brescia, e che suo padre aveva nome Giovanni. 4

Sappiamo che il Foppa trascorse la sua esistenza alternativamente in Brescia, in Milano
ed in Pavia. In quest'ultima città egli dimorò di frequente, vi sposò una donna assai ricca

1 Dai documenti pubblicati dall'Alizeri rilevasi che
oprarono in Liguria anche Taddeo di Bartolo, Sano di
Siena e Barnaba da Modena.

2 Y. Alizeri, Notizie dei professori di disegno in
Liguria. Genova, Sambolino, 1870, voi. I, pag. 436 e
seguenti.

3 Alizeri, voi. I, pag. 369 e pag. 356.

1 II Calvi aveva fatto osservare, a ragione, che la
iscrizione del quadretto della Crocifissione della Galleria

Archivio storico dell'Arte, Serie 2a, Anno I, fase. VI.

Lochis a Bergamo, Vincen civis brixiensis, non poteva
valere a conferma della nascita del Foppa in Brescia,
perchè chi si vanta di tale titolo deve averlo ricevuto
ad onoranza, come avvenne poi per il Cicerchio. Ma
l'iscrizione di quel piccolo dipinto va letta: Vincencius
brixiensis. La prova certa della nascita sua in Brescia
ce la dà il documento prodotto dall'Alizeri. Questione
del resto oziosa.
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