Arco, Karl  
Delle arti e degli artefici di Mantova: notizie (Band 2) — Mantova, 1857

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ALBERO 35 — Deila famiglia di Kicolò Subregoadi architetto.

(1) Nicolò

I

I I

(2) Francesco (3) Carlo (4) Francesca

(1) — Nicolò nalo in Isvizzera, od iu Valtellina, come scrisse il Zanni che lo nomina non solo arcki-

tetto ma ancora pittore, venne in Mantova a servire i Gonzaga e quivi fece ìnolfe opere delle quali ab-
biamo parlato. Oltrecchè egli diede il disegno che si vede intagliato da Marco Sadeler nel frontispizio del-
l’opera Gonzaga pubhlicata da Antonio Possevino al 1017. Quindi al 1640 » mirabilmente adornò dentro
» e fuori la cattedraìe e la chiesa di Sant’Andrea nell’ occasione che si ceiebrava la funzione centenaria in

» onore deìla Madonna Incoronata. » (cosi il Donesmondi). A1 3 di maggio del 1630 rimasto vedovo di

Ippolita sua mogliere si legò in seconde nozze ad una clei Grignani ed al 1648 era già morto avendo
sempre goduto del titolo di cavaliere Lauretano. Del che ne abbiaino prova dalla seguente lettera inedita
che il Tarabuzzi scriveva da Roma al 1641 alla duchessa di Mantova: » Delle difficoltà che quì il sig. Gio-
» van Battista Subregondi (forse parente a Nicoló) mi significò venirgli mosse da ministri del cavalierato
» Lauretano per impedirgli la esatione dè frutti di quello, ho subodorato che ne potrebbe risultare l’hutile
» evidente del Seren. S. Duca fìglio di S. A. onde per mezzo d’amici ho ritrovalo gli originali necessarii,
» e da essi faltone levare le qui unite scritture dalle quali V. A. vederà chiaramente come il dominio asso-
» luto del cavalierato Lauretano fu comprato dal signor Duca Ferdinando in lesta del signor Nicolò Su-
” bregondi, quale se bene donò a suo beneplacito li frutti di detto cavalierato al signor Nicolò, nè vivendo
» la rivocò noudimeno per la morte di S. Alt. suddeta il beneplacito è spirato indubitatamente et perciò li
» ministri hanno sospesi li pagamenti al signor Nicolò. Li frutti del cavalierato sono di G6 scudi romani
» et il valore del cavalierato volendolo veudere sarà di scudi 825 ; ma non bisogna perdere tempo poiccbè
» se morisse il signor Nicolò il cavalierato andercbbe subito alla camera Apostolica. »

(2) — Nel Necrologio è scritto cbe: » die primo septembris 1686 il signor Francesco figlio del fu

» signor Nicolò Subregondi morì de febre maligna de età anni 40 sotto la parrocchia di San Gervaso; » e

dei suoi beni fu erede il fratelio.

(3) — L’ Ospedale di Mantova al 3 di giugno del 1676 investì del possesso di terre sitarum sub vi-
cariatu Godii Illust. D. Carolum filium quon. Perillustr. D. JSicolai Subregondi habit. in cont. mastini,
acceptantem nomine proprio et vice Illuslr. D. Francisci ejus fratris, modo quo fuit eorum patrem de
anno 1641. Egualmente poi fecero la chiesa parrocchiale di Cerlongo al 1683 e !a compagnia del SS. Sangue
al 1697, la prima confermando a Carlo il diritto di possedere alcune terre già stale acquistate da suo padre
in quel luogo, la seconda rispetto alla casa sita Mantuae in contrata mastini che fu abitata dai Subregondi,
cioè quella oggi distinta dal civ. N. 276. Alcuni credettero che, come il padre, Carlo pure losse stato archi-
telto ma non rimasero nè prove nè indizii capaci a confermare tale asserzione ; solo sappiamo cb’egli pure
ebbe titolo di Cavaliere Lauretano e cbe morì al 1706 senza lasciare discendenza. Così venuta a lerminare
ia famiglia dei Subregondi dopo mezzo secolo da cbe si era condotta in Mantova, Carlo islituì erede dei
suoi beni un nipote che con grato animo intese ricordare la memoria dello zio scrivendo nella pietra
che ne ricopriva il sepolcro entro la chiesa di San Gervaso queste parole: — Carolus Subregondus eques
Laureutanus, morum suavitate, animi candore ac vitae intcgritate nemini secundus, hic silus est. Nepos
ex sorore superstes avunculo beneficenlissimo atque unice dilectissimo moestissimus posuit. Obiit I. martii
an. MDCCVI actat. suac LXX.

(4) —■ A1 25 di ottobre dell’anno 1665 Francesca fu moglie al conte Federico Cocastelli, e fu madre
a Luigi che tenne il governo di Mantova a nome dell’Impero. Francesca al 22 di gennajo del 1714 vidua
uxor scrisse ultimum suum codicilium, e poco dopo rnorì conlando dt elà settantasei anni.
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