Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

di oggetti d'arte che parevano meritevoli di uno speciale
esame, le mire dei soci furono rivolte al territorio di Avi-
gliana ed agli affreschi esistenti nella chiesa di S. Antonio
di Rusta. In quelle località si recarono il 27 aprile Pio Ago-
dino, N. Bianchi, G. Claretta, F. Gamba, A. Fabretti; e nel-
l'adunanza degli 11 maggio riferirono, che le loro osserva-
zioni si erano ristrette alle adiacenze di Avigliana e preci-
samente nella regione, che il padre Placido Bacco aveva data
occasione di ritrovare le traccie di un'antica costruzione
romana e alcuni marmi scritti di non poca importanza sto-
rica: guidati dalle raccolte indicazioni era stato tracciato un
piano di escavazione col segnarne i punti estremi, e stabilito
di procedere alle esplorazioni col principiare di giugno, non
senza avere con privata scrittura fermate le condizioni degli
scavi nell'interesse della Società e dei possessori dei terreni
da esplorare: gli oggetti antichi che per avventura venissero
alla luce spetterebbero interamente alla Società di Archeologia
e Belle Arti, riservando ai proprietari de'fondi il possesso dei
materiali di muratura che non avessero un valore scientifico.
Approvate le determinazioni prese dalla Commissione,
così per il luogo prescelto agli scavi, come pel tempo de-
signato a metterli in esecuzione, il segretario s'indirizzò al
p. Placido Bacco, significandogli « che la Società nel com-
mendarlo di quanto aveva operato per la ricerca di cose
antiche nel territorio di Avigliana, e ponendo pienissima fi-
ducia nel Suo zelo e nel suo sapere, affidavagli l'incarico di
assistere e regolare gli scavi, e di prendere le opportune
disposizioni nella scelta degli operai adatti a tale lavoro ».
E gli scavi furono intrapresi nel principiare di giugno, e
condotti a termine col finire del susseguito mese di luglio.
La spesa di oltre mille lire condusse la Società a queste ri-
sultanze scientifiche: venne confermata la esistenza di un
antico edificio pubblico, distrutto verso il terzo secolo del-
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