Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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scavi di avigliana

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itinerario gerosolimitano.

Civitas Secussione

tilde incipit Italia
mutatio ad Duodecimum
mànsio ad Fines
mutatio ad Octavum
civitas Taurinis

mil. xu
mil. xu
mil. vai
mil. viii

Ricca di antiche memorie è la valle di Susa, ove buon
numero di lapidi furono scoperte (i), che confermano le
antiche tradizioni o correggono e dichiarano gli storici ri-
cordi, in questi ultimi anni raccolti e studiati dal dotto
Carlo Promis nella sua Storia dell'antica Torino pubblicata
nel 1869; fll quale tornarono di grande aiuto taluni monu-
menti scritti, in quel giro di tempo scoperti dal p. Placido
Bacco in un tratto del territorio di Avigliana, che prende
il nome di Molano, nella sinistra della Boria Riparia {2).
Le iscrizioni ritornate alla luce, avendo una grande impor-
tanza storica ed archeologica, diedero motivo di meglio
dichiarare qual fosse la condizione politica degli abitanti
della valle Segusina dalle Alpi Cozzie sino ad Avigliana.
Era comune ai popoli della Gallia il culto alle Matrone,
dalle quali prendeva nome il Monginevra (3): molte lapidi
scoperte nella valle di Susa fanno aperta testimonianza della
devozione a quelle divinità locali, che trovarono cultori
anche nelle contrade italiane. Un cippo di marmo bianco,
alto quasi un metro, guasto nella parte superiore e nel
destro lato, era appunto dedicato alle Matrone da un Aceste
(1) Molte di queste iscrizioni si conservano nel palazzo del Seminario
di Susa, ed altre (spettanti al Museo di Antichità) si leggono nell'atrio
dell'Ateneo Torinese.

questa scoperta diede comunicazione il eh. p. Garrucci alla

i>oaela Archeologica di Londra (15 aprile 1869).
(3) Nell'itinerario Gerosolimitano dopo la fermata di Briancon (By-
rigantium): inde ascendis Matronam.
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