Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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NOTIZIE ARTISTICHE SUL EEGNO DI CARLO EMANUELE li 67

Peruzzini, pour peintrc de S. A. R., et vous aurez honneur
des ouvrages qu'il fera. Je le vis un jour ou deux avant
son depart et je lui témoignais ma joie de le savoir attaché
au service d'un si grand et si bon prince, qui saura bien le
recompenser. Il n'est pas néammoins interesse aussi que la
plus part des autres bons peintres de Rome, et avec des
caresses et un peu de soin qu'on prendra de lui en votre
agréable cour, il sera aisée de l'v arréter tant que Fon
voudra ».
La prima sua lettera data da Roma il dieci ottobre del
1673, ed è indirizzata al ministro S. Tommaso, a cui faceva
sentire : « Scrissi l'ordinario passato a V. E. che io avevo
da molto tempo in qua finito il quadro, ed ora sto in stato di
poterlo inviare e mandare a Torino a V. E. Ma perchè vedo
che questi signori ai quali scrivo che mi sia somministrato
danaro , non avendo io ricevuto altro danaro che per tela
ed azzurro con lungo stento dal signor Ceva, ha causato in
me che io non sia stato così puntuale colla sollecitudine
dell'opera, or che è finito parimente vedo che non si piglia
ripiego di cosa alcuna, ne io posso fare i miei interessi
per la spedizione della mia partenza, e se avessi sbrigato
questo interesse, a quest'ora sarei in persona a riverirla,
dove tanto desidero di veder un padrone di così grande
stima ».
Questa lettera, scritta in modo da lasciare scorgere come
elementare fosse la cultura letteraria del nostro pittore, segna
pure lo stato delle sue relazioni colla nostra corte, di cui
non ebbe a dimostrarsi molto soddisfatto. Nel luglio del 1674
egli era ancora a Roma, e lavorava pur attorno al quadro,
di cui nell'antecedente, e l'undici di quel mese scriveva al
S. Tommaso : « Il quadro principiato da me cogli ordini
dell'E. V. va tuttavia più avvicinandosi alla perfezione, e
benché paia che io consumi lungo spazio di tempo in que-
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