Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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ISCRIZIONE ASTIGIANA

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una femmina in piedi che o lo aiuta o impara da lui. Tra
le due figure si vede un banco, sul quale posano gli arnesi
della bottega. La iscrizione dice così :
T-VALERIVS • L - F -
PLACIDVS
. REFECTOR • PECTINAR
CORNELIA-M.
Se mi si cerca di quale età mi paia poter essere questa
lapida, rispondo, me non esser da tanto ch'io possa darne
giudizio. Dirò tuttavia, che se il padre di questo Tito Va-
lerio Placido, figliuolo di Lucio, fu quel Lucio Valerio
Placido, per cui testamento fu posto in Arles un monu-
mento all'imperador Claudio il Gotico (1), la iscrizione
astigiana è di poco anteriore al quarto secolo. Aggiungerò,
che siccome gli Astigiani erano descritti nella tribù Pollia,
così potrebbe essere che ed Astigiano e fratello primogenito
di questo Tito Valerio Placido fosse quel Lucio Valerio
Primo, figliuolo di Lucio, della tribù Pollia, soldato della
coorte ottava pretoria che da un suo compagno ebbe in Ro-
ma gli estremi ufficii con l'epitaffio serbatoci dal Grutero (2).
Comunque ciò sia, tornando alla iscrizione, parve al Ba-
gnolo di spiegarne bene la terza linea, già dagli altri emen-
data con la parola REFECTOR, dicendo: che Placido fu
nella città di Asti il ristoratore della buona maniera e ser-
vigio de'pettini per un più squisito intreccio de' drappi ; e
che la voce sustantiva PECTINARtae 0 PECTINAR" significa
l'arte di formare i pettini della tessitura (3). Più nobil

(1) Muratori N.T. CCLV. 9.
(2) DLXV. S.
(3) Le tavole di Gubbio interpretate e commentate. Dell'autografo,
pag. 143, nota a.
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