Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 1.1875

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l'antico coro della cattedrale di asti 215

nine, i capitelli delle quali sono alternativamente ornati da
una testa di angioletto e da uno stemma, che porta tre
ghiande pendenti (due ed una) ed è quello del De Gentis,
arcidiacono della Cattedrale, che appunto in quel tempo
faceva ristorare o meglio rifabbricare la chiesa di Santo
Giovanni. Al pie del battisterio girano tre ordini di gradini
circolari, e per formare parte del primo di questi fu ado-
perato un cippo romano, sul quale potemmo facilmente
leggere in lettere di buona forma :
JL • T
FABR
SSIT
VM
L'altezza dei caratteri della prima linea è di om, 104, di
quelli della seconda om,072, e finalmente nelle altre due
linee misurano om,075; tutta la pietra nel senso verticale
delle lettere risultò alta om,75.
Chi mai sarà costui della tribù POLlial Fu egli prefetto
o soltanto membro del collegio dei FABRi? Forse rove-
sciando altri gradini si potrebbe sciogliere l'enigma, essendo
probabilissima cosa che le altre porzioni del marmo abbiano
servito alla continuazione dello stesso gradino o degli altri
superiori : intanto è a prendersi nota che la pietra attigua
a questa, stata messa in opera dalla parte ancora rozza,
porge precisamente la stessa misura di quella scolpita. Nè
sarebbevi a far le meraviglie, se rovesciando gli altri pezzi
ne escissero altre iscrizioni od almeno altri frammenti.
Questo nuovo frammento, dal confronto fatto col n. LV
delle iscrizioni astesi raccolte dal professore G.F. Muratori (1),

(1) Asti, colonia romana e sue iscrizioni, pag. 72. Torino, tipografìa
del Conte Cavour. 21 edizione.
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