Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 2.1878

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

della Camera Apostolica senza che avessi mai potuto sco-
prire il suo cognome. Non sapeva pertanto se doveva cre-
derlo un Baronino od un semplice compaesano. Una di-
sgrazia toccatagli gli ridonda ora a suo vantaggio, poiché
per essa veniamo ad apprendere che di casato era Del Re;
e che gli fosse accaduto vedremo dalla esposizione, che
egli stesso fece al notaio de'malefìzi, il quale erasi, a dì
i luglio 1567, portato d'officio a visitarlo nella casa di lui
in Transtevere. Detto notaio cominciò a verificare che il
Del Re stava coricato nel letto, ferito nella mano sinistra
con troncamento di due dita.

Interrogato su ciò così rispose:

« Questa matina alle tredici hore, uolendo io andare
a palazzo, che sono misuratore della Camera, doue uenni
giù a Ponte Sisto incontrai mastro Fumante Fumanti sen-
sale et hauemo ragionamento sopra la fabrica del detto
Ponte, doue ne calammo da basso et cominciamo a ra-
gionare con mastro Matteo lì capo mastro et me mesi lì
per aiutarlo, essendo che lui era molto mio amico, et dicendo
io al detto mro Matteo che douesse uoltare el beccho, quale
è quel legno inferato che batte, et io me mesi lì ad accomo-
darlo, et dissi a detto mro Matteo : « auertite non bassare ».
In questo che io staua lì ad accomodare et ad uoltare che
io feci lo uolto, me me cascò detto Beccho adosso doue
che fu infatto per coglierme in testa, ma Dio uolse che non
me colse se non in questa mano sinistra, come uedete che
me ha portato via doi dete, cioè l'indice e quel de mezzo ».
Ad altra interrogazione:

« La fune la teneua Francesco Milanese, Ottauiano Bar-
charolo, Bartolomeo Fiorentino et detto mro Matheo ».
Di nuovo interrogato:

« Io non ho mai hauuto nemicitia nessuna con li sopra-
detti, anzi sempre quando ce incontrauamo ce salutauamo.
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