Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 2.1878

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

di palesare il feritore (i). Ne il giudice seppe altro intorno
al ferito; così ora non si sa se fosse tipografo o stampatore
di figure incise.

Fra i musici che Leone X amava ascoltare vi era un
mastro Girolamo d'Asti (2).

Era di moda il liuto, e molti se ne fabbricavano a Roma;
anzi una via era detta de'Leutari, nome vivo tuttodì. E su
esso così discorre il Ruffìni : « Seguendo l'autorità del Mar-
tinelli è stato questo vicolo così chiamato perchè un tempo
vi stavano li fabbricatori degli strumenti detti liute » (3).

Questi artefici erano quasi sempre tedeschi o fiamminghi.

Oltre esser valenti intagliatori dovevano aver cognizioni
musicali. E per ciò una rarità il trovare che un mro Orazio
di Giovanni Filippo genovese era liutaro nella via che da
Pasquino tendeva a S. Lorenzo in Damaso, nell'agosto 1554.

Comparì in detto giorno qual testimonio per un tumulto
accaduto avanti la casa del signor Palanterio (4).

Con lui finisce il raccolto pel secolo XVI in appendice
al già esposto nell'anno passato.

SECOLO XVII
Architetti.

Il notaro de' malefizi visitava (ig febbraio 1602) Battista
Casella genovese architetto, coricato nell'ospedale Fate-bene-

(1) li. 1581-2, fol. 140.

(2) Tesoreria segreta 1519-20,'fol. 28 e seguenti.

(3) S. Ruffini. Dizionario etimologico storico delle strade, pia^e ecc.
di Roma. — Roma 1847.

(4) Protocollo di processi an. 1554, N. 31/19.
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