Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 2.1878

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

per salvare il feritore (1629) rispondeva al notaio de male-
fizi che, faceziando con Orazio stampatore, diede della testa
in una colonna (1).

Pittori.

Venendo ora ai pittori, di cui abbiamo fortunatamente
buona messe, comincio a notare che il Vermiglio Gioseffo,
già accennato in un memoriale del 1608, e non 1611 come fu
stampato, risulta da altri documenti che fin dal 1604 trova-
vasi in Roma, ove lavorava con Adriano di Monteleone
perugino in piazza Nicosia. Questi a dì 20 febbraio 1604,
ferito alla testa, depone che fu sua moglie la quale così lo
conciò ad istigazione di Antonio e Giacomo Ponicale pit-
tore, sviatori di lei.

Il Vermiglio conferma l'esposto del suo padrone (2).

Ecco altra notizia di lui nella relazione del luogotenente
del Bargello del 23 giugno 1605.

« Hier sera alle due hore di notte incirca andando alla
cerca per Roma, passando per il Corso, rincontro al hostaria
del Monte di Brianza, trovai Gioseffo Vermiglio quale por-
tava la spada senza licentia, et così lo presi et mandai pri-
gionarsi » (3).

Le molestie, che ebbe il Vermiglio nel 1608, di cui è cenno
nel prodotto memoriale, finirono a dì 6 febbraio 1609, es-
sendo stata annullata la querela di Silvio Oliveto pittore
contro di lui e del suo compagno Martignano.

Sono poche notizie smilze; ma poiché di lui nulla sapevasi
in quanto al soggiorno di Roma, meritano esser qui prodotte.

(1) Lìber visitationum Notariorum 1629-30. fol. 47.

(2) Liber visitationum Notariorum 1604, fol. 165.

(3) Liber relationum Birrariorum 1604-6, fol. 128.
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