Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ATTI DELLA SOCIETÀ

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FructvaRia in comitatu Iporiensi, ed il moderno palazzo ab-
batiale di S. Maria di Fruttuaria, fatto costruire a sue spese
nel 1750-1776 dal conte Carlo Vittorio Amedeo delle Lanze
(o Lande), cardinal prete del titolo di Santa Prassede. A
tutti è nota la importanza storica e archeologica di quel
distrutto monastero, che ebbe giurisdizione indipendente e
diritto di zecca e larghe dotazioni dal marchese Manfredo
e da Berta sua moglie, confermate più tardi dall'imperatore
Enrico Panno 1014, da Ottone conte della Borgogna nel-
l'anno 1019, dal re di Francia Roberto, dall'imperatore Cor-
rado II, dal conte Umberto I nel 1032, dal conte Umberto II
di Savoia nel 1100 ecc. ecc. E lungo sarebbe l'enunciare le sue
vastissime possessioni in più di cinquanta diversi paesi, sparsi
nelle diocesi d'Ivrea, di Vercelli, di Torino, di Novara, di
Milano, di Pavia, di Asti, di Acqui, di Alba, di Albenga,
di Savona, di Tortona, e nei paesi di Orio, di S. Giorgio,
di Ciconio, di Lusigliè, di Corteregia. di Foglizzo, di Fe-
letto, di Verolengo, di Vauda, di Lombardore, di Chivasso,
di Castagnetto, oltre i suoi diritti sui fiumi Malone e sil-
vam Vulpianam. In detto vecchio monastero dell'abbazia
di Fruttuaria conservavasi la vetusta tomba di marmo
bianco, contenente la salma del re Ardoino, con corona,
scettro ed anello; ma questo edificio in un con l'antica
chiesa furono distrutti dal cardinale delle Lande per mu-
rarvi sopra la nuova chiesa di ordine corinzio e l'abba-
ziale palazzo tuttora esistente e non peranco condotto a
termine." E un edificio di mediocre importanza artistica. In
quell'epoca, cioè nel 1750, il cardinale Bonifacio dei Fer-
reri della Marmora si permise di appropriarsi e traspor-
tare nel museo del suo castello di Crevacuore la corona e
l'anello del re Arduino ; ed il conte Filippo D'Agliè tras-
portò nel castello di questo nome le spoglie preziose di
quell'ultimo re d'Italia, passate poscia al castello di Masino.
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