Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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dell'antica città d'industria

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altitudo incipit. Coleste parole, che non permisero dubitare
ne al Oliverio (i), ne all'Ortelio (2), ne a Jacopo Durandi (3),
nè al Denina (4), che Bodincomago non fosse il prisco nome
d'Industria, vennero in parte mutate, correggendo malamente
iuxta Industriam per trovarvi menzione di due distinte città,
e cercare Bodincomago alquanto discosto da Industria (5). A
questo partito si appigliò, dopo altri, l'abate Giacinto Gazzera
nella memoria sopra una Iscri\ione metrica vercellese (6), e
più di proposito nella sua lezione 11 castello di Bondinco-
mago diverso dalla città d'Industria (7), raccogliendo argo-
menti, quasi tutti presi dall' autorità di scrittori e geografi
degli ultimi tempi, nostrani e stranieri, per contradire agl'il-
lustratori Giovanni Paolo Ricolvi e Antonio Rivautella, che
troppo in fretta, forse dagli otto ai dodici di marzo 1745,
avevano messo in luce lo scritto intitolato 11 sito dell'antica
città d'Industria scoperto ed illustrato (8).

(1) Op. cit. pag. 86.

(2) Nella tavola Italia Gallica sive Gallia Cisalpina {Theatrum orbis
terrarum; Antverpiae 1612): » Bodincomagum, quod et Industria ».

(3) Bibl. oltrem. epiem. (luglio 1790) voi. VII, pag. 224, e nella carta
del Piemonte {Meni, dell'Accad. delle Sciente, XIX alla pg. 718).

(4) Clef des langues, I 348.

(5) Alcuni codici ed edizioni hanno veramente iuxta Industriam ; ma
l'autorità di altri codici e la ragionevolezza dell'antiquo nomine dato
a Bodincomago fecero preferire la lezione accettata ora da tutti ; anzi
questo stesso esempio di Plinio vien recato dai Lessicografi a dichia-
rare l'uso 'avverbiale della voce iuxta.

(6) Nelle Mem. dell'Accad. delle sciente, XXXIII 214.

(7) Nelle Mem. dell'Accad. delle sciente, XXXIV, p. 2a, pag. 27-56.

(8) Torino, nella Stamperia Reale (senza data); e nuovamente in Roma
l'anno 175t. Il conte Galeani Napione assegna alla edizione torinese
l'anno 1743 (Giornale arcadico, XXVI 319 nt. 3, an. 1825). In margine di
questo opuscolo il Terraneo annotò: » Questa dissertazione fu composta
in quattro giorni nimium festinanter, come confessano gli autori stessi
nella prefazione al lettore della seconda parte dei marmi torinesi fan.
1747], in qua pertanto et pauca a nobis emendanda, dicono essi, et
multa scitu digna addenda. Dovette adunque essere scritta dagli otto
ai dieci di marzo del 1745, e così calda essere consegnata alla stampa ».
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