Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

[m. o,345], ed indi si è scoperta la terra, e non si è oltre
proseguito per intieramente scoprirlo, aspettando tempo più
opportuno e le disposizioni delle Loro Eccellenze.

« Oltre gli dieci trabucchi [m. 30] del campo disegnato
nel tipo fatto fare pieno di vestigie di muraglie antiche verso
il ponente alla distanza di quaranta circa trabucchi [m. 120!
si vede ancora il residuo di un grosso bastione, e da con-
tadini si è riconosciuto tutto il campo proprio della Cura
avere fondamenti di varii edilìzi, oltre le camere di già
scoperte. Ivi pure in una piccola cappella, che anticamente
era la chiesa parrocchiale ed ora quasi intieramente diroc-
cata, si vedono nel muro in diversi luoghi tutti servire come
qualunque altra pietra quattro pezzi di marmo bianchissimo,
che tutti erano lavorati, e si veggono ancora essere due ca-
pitelli sfogliati di ordine corintio.

« Nella collina vicina sono due fontane; vicino alla sor-
gente di una, detta Id fontana nera, si è trovato un canale
di piombo che viene a retta linea nel campo, di cui si è
fatto il tipo. La metà di questo canale trovasi ancora nel
suo primo essere. Si sono avute ancora dai contadini cin -
que medaglie, una di argento e le altre quattro di metallo,
una fibbia vestiaria antica, ed un istromento a mola, che
crediamo essere una specie di arco, e un altro piccolo pezzo
di bronzo lavorato di cui difficilmente si può giudicare ».

L'acquisto di quei monumenti, ammirati nelle sale della
Università di Torino, dava argomento a disquisizioni archeo-
logiche, era stimolo ai curiosi delle patrie memorie, e invo-
gliava a raccogliere le testimonianze dell'antica civiltà nelle
regioni dell'Italia superiore, per gettare base più solida nelle
storiche speculazioni. Lodovico Antonio Muratori lodava e
incoraggiava i due archeologi torinesi a continuare nelle
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