Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ARCHEOLOGIA E EELLE ARTI

essere coperta da tettoia, al pari del piccolo corridoio LE
appartenente al tempio S.
M. Proscenio e scena.

N (i). Orchestra e platea. Questo spazio può aver ser-
vito alle naumachie, come indicherebbe l'acquedotto Z, per
combattimenti di tori e di altri animali, e per sacrificii, cui
paiono accennare le ossa e i grandi denti molari ricordati
al n. 13.

OOO. Loggia senza vestigio di scala interna, che forse
era di legno.

P. Gradini per discendere nell'orchestra: il gradino a,
il più basso, è a 24 oncie di profondità [m. 1,030;, formato
da tre pietre, delle quali le due esistenti poste su grandi
pietre del Po; il secondo b formato di tre pezzi di marmo,
l'uno dei quali sembra aver fatto parte di una delle soglie
dei bagni; il terzo è di pianelloni di terra. Non sono col-
legati da cemento di sorta, e dalle osservazioni fatte sul
secondo si può conchiudere che vi fossero collocate in una
epoca posteriore alla ruina della fabbrica.

QQ. Piccole colonne di 9 oncie di diametro [m. 0,385!
su dieci oncie di altezza [m. 0,43], che furono ricoperte
di terra.

R. (2) Solidissima vasca del diametro di 9 oncie [m. 0,43],
il cui fondo a 21 oncie di profondità [m. 0,90] è di bitume
su due ordini di pianelloni posati su grandi pietre del fiume.

S. Tempietto della divinità, cui era dedicato il teatro,
ripiego praticato dai Romani quando s'introdussero gli spet-
tacoli e prima che gli antichi costumi corressero alla com-
piuta decadenza.

(1) Questo segno di richiamo, che esiste nella tavola di mano del
Morra, manca nell'esemplare litografico.

(2) Qui si ripete l'avvertenza fatta nella nota precedente.
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