Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

nel vicino fondo Viola (1), situato alla mezzanotte della
predetta strada provinciale. Raccolsi eziandio attorno alle
a, fondamenta da me osservate molti cocci, in ispecie fram-
menti di orciuoli, di anfore vinarie e di vasi così detti are-
tini. Uno di questi ultimi vasi, arguendolo dal pezzo che
ne rimane (tav. XXXI n. 7, l'oggetto è disegnato a gran-
dezza naturale), era di squisita forma, stupendamente ver-
niciato, e di non comuni dimensioni : avendo alla bocca
un diametro di cent. 20. — Attraversata la stradicciuola, si
entra in un appezzamento (2) tutto seminato di cocci, di
embrici e di pianelloni. Or saranno quarantanni, nello sra-
dicare alcune viti e nel fare trasporti di terra, acciò il fondo
potesse godere i benefici dell'irrigazione, s'incontrarono
vecchie muraglie e molti oggetti de' quali non si fece alcun
caso. Dicesi parimente si fosse in tale circostanza scoperta
qualche camera sotterranea (3). A. ponente poi del detto
appezzamento, lunghesso sempre l'antica strada provin-
ciale (4), abbattendosi dieci anni sono un grosso noce, si
mise allo scoperto una tomba formata di molti embrici [te-
gulae) lunghi in media m. 0,54, e larghi, misurati al maggiore
de' due lati paralleli, m. o, 44; l'altro lato parallelo era largo
m. o, 41, non tenuto conto del ristringimento fatto al fine
che l'embrice inferiore potesse stare per un tratto di alcuni
centimetri sotto il superiore (5). Appena di ciò avvisato,

(1) Regione Ciserassa, sezione E, n. 523-24 della Mappa.

(2) Regione Ravanara o Madonna, sez.D, n. 205-06 della Mappa.

(3) O. Derossi, Notizie ecc., tom. Ili, p. 158-— Avvertasi però che
quest'autore stampò l'opera sua nel 1787.

(4) Regione e sezione predette, n. 204. *

(5) A Marzabotto nel Bolognese » tra gli embrici sono da notarsi
quelli d'una grandezza straordinaria, lunghi cioè m. 1,07 e larghi m. 0,80.
Tali embrici anziché^ essere rastremati hanno avvedutamente un capo
fatto a incastro per inserirlo nell'embrice successivo, mantenendo retta
la linea esterna» (Conte Giovanni Gozzadini, Di un' antica ne-
cropoli a Marzabotto nel Bolognese, Bologna 1865, p. 27, tav. 4, n. 7).
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