Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 3.1880

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

Tale chiesa (che non è da confondersi con quella della
B. V. del Palazzo, per dilatare il coro della quale, intorno
al 1753, avvenne la scoperta delle ampie fondamenta informa
rotonda (1), credute dal Carena d'un anfiteatro), sebbene
sia stata consacrata il 14 aprile 1551, viene dimostrata più
antica da'suoi muri laterali e dal suo campanile (2); e ne
è prova la deliberazione stata presa dalla Credenza, il
5 marzo 1580, di formare due arconi, per essere cascata la
trave della chiesa, e la risoluzione pur presa al 24 giugno
dell'anno stesso di riedificare la chiesa, mandando a pub-
blicare un Metto a Torino e a Casale, affinchè si fossero
presentati per il disegno e per la costruzione di essa buoni
architettori. Le fondamenta impertanto messe allo scoperto
nel 1753, se erano diverse ( la qual cosa non credo ) dalle
ampie fondamenta in forma rotonda in tale tempo trovate
dietro la chiesa della Madonna del Palazzo e ravvisate spet-
tare a romano anfiteatro, altro non erano probabilmente
che quelle dell'antica abside. Del resto ne' tempi in cui ci

si prendeva gusto a fabbricare iscrizioni antiche (3), era,
_ t

(1) Eugenio De-Levis, Raccolta di diverse antiche iscrizioni,
p. 5; O. Derossi, Notifie degli Stati del Re di Sardegna, T. Ili,
p. 157.

(2) Sopra il detto campanile sta una preziosa campana di bronzo,
recante la data del MCCCGXX, la qual campana i Crescentinesi do-
vrebbero serbare colla massima cura, avendo essa servito, nella notte
dal 14 al 15 febbraio del 1529, per dare il segnale della loro solleva-
zione contra i Tizzoni, che allora allora furono sterminati e morti.
Ricevuti poco più di dugent'anni prima come padri e difensori, in pa-
droni assoluti eransi convertiti e in tirannelli senza ritegno : calpestando
libertà e franchigie, manomettendo beni e onore de' sudditi, e aggiun-
gendo lo scherno alla prepotenza.

(3) E curioso il campanello ornato di simboli e d'iscrizioni, che si
disse trovato a Trino. Ne diede il disegno il Muratori, cui l'aveva man-
dato il proposto Irico; stampò una dissertazione intorno ad esso l'ab.
Eugenio De-Levis; e l'esimio P. Bruzza non ha dubitato di dichiarare
essere opera di un falsario! (Iscrij. antic. vercellesi, p. XIX).
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