Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

migrarono dal secolo IV all'VIII, risulta che il loro arma-
mento era ancora identico, e che solo alle armi sopra indi-
cate si erano aggiunte le; minori spade, coltellacci o daghe
detti scramasax di estesissimo uso e di varie misure, e le
brevi scuri da guerra, che si scagliavano a poca distanza
per colpire il nemico od infrangerne lo scudo.

Somiglianza quasi perfetta negli altri oggetti di uso per-
sonale, di ornamenti, di monili e di vasi si osservò nei
monumenti estratti dalle necropoli di quei diversi paesi,
assai numerosi, atteso l'uso germanico di seppellire i morti
colle armi, vesti ed oggetti che loro avevano appartenuto.

Reca sorpresa che in questa nostra Italia , dove forse
convenne il maggior numero di quelli e di altri barbari,
e dove intere popolazioni vi si stabilirono occupandola per
lungo tempo, ed anche fondendosi con quelle indigene, non
si conosca scoperta in addietro alcuna di quelle necropoli.

Forse i musei italiani contengono molti oggetti di quella
origine, illustrati probabilmente da dotte memorie sepolte
negli archivi dei vari istituti scientifici; ma nulla se ne
conosce generalmente, e solo per quanto ci consta fu dal
giornale VIllustrazione Italiana pubblicato un cenno ed
alcuni disegni relativi alla scoperta della tomba del lon-
gobardo Gisulfo, nipote di Alboino e primo duca del
Friuli, a Cividale. E nemmeno, per quanto pare, furono
rettamente interpretati gli oggetti ed armi rinvenuti.

Credemmo pertanto nuova ed interessante la nostra sco-
perta, fatta nei pressi dell'antica Testona, di una numerosa
serie di sepolture barbariche, contenenti da 350 a 400 ca-
daveri, e contenenti inoltre armi, vasi, utensili, monili ed
altri oggetti, similissimi a quelli scoperti nei paesi che sopra
abbiamo accennati.

Testona doveva negli antichi tempi essere un municipio
romano di qualche importanza, situato alle falde della
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