Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

di Leucade e delle porte del sole, nelle vicinanze del
prato, coperto di asfodelo, dove sono le anime dei morti,
e dove, come abbiamo veduto (i), abita, secondo Esiodo,
anche la Notte coi due figli Thanatos e Hypnos. In Vir-
gilio (2) i Somma stanno nel vestibolo dell'Orco, fra' rami
di un grande ombroso olmo dalle annose braccia, attaccati
a tutte le sue foglie. Ovidio e Stazio pongono la loro di-
mora nella casa stessa di Somnus, ma, mentre Ovidio (3),
che li dice, i Somma, numerosi quanto le spiche del grano,
le frondi della selva e le arene buttate sul lido del mare,
ce li mostra solo qua e là giacenti intorno al letto di
Somnus, Stazio (4) oltreché distesi per terra, li dipinge,
a guisa di pecchie, affissi ai travi e sulle porte del luogo.

Esiodo nomina gli "Oytipoi tra' fratelli di Hypnos (5),
senza farci sapere quali siano precisamente le loro attri-
buzioni; ne di queste parla Euripide, ma dallo epiteto di
fi£Xoa>qnv£pvy^v, con cui li designa (6), si potrebbe argo-
mentare, a mio avviso, che egli li stimi compagni della
Notte, la quale ha, secondo l'imaginazione degli antichi,
come tutti sanno, nere le ali; e appunto compagni della
bruna dea li crede Stazio (7). Per Ovidio i Somnia sono
i ministri di Somnus, e di loro tre hanno un'importanza
speciale, Morfeo, il quale va soltanto in forma di uomo (8),
come, per citare un esempio tratto da Omero 1' ovstpog,
che conduce Agamennone in errore, pigliando le sembianze

(1) V. pag. 126.

(2) Aeri. VI, 282-284.

(3) Metani. XI, 613-615.

(4) Theb. X, 114-115,
(i) Theogonia, 1. c.

(6) V. la nota 2 a pag. 149.

(7) 1. c. u noctis opaca cohors «.

(8) Metani. XI, 63S : a solos homines imìtatur «.
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