Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

come di un sodo cerchio, che circonda il capo di Hypnos
e Somnus e ne sostiene le ali.

Nè la benda è il solo fregio che adorni i capelli del
dio; in un'erma, di cui sarà detto in seguito, egli ha un
velo, un palliolo fermatogli sulla fronte da un diadema,
il diadema dionisiaco; il quale può mancare esso pure, al
pari della benda, di significato ed essere un ornamento
vano dovuto alla bizzarria dell'artista; ma più verosimil-
mente tende a farci comprendere meglio le relazioni in
cui gli antichi posero Hypnos e Dioniso, l'analogia del
dio del Sonno e del dio del Vino e della Ubbriachezza.
E che tra le due divinità corressero, secondo l'idea degli
antichi, strette relazioni è dimostrato, per tacere di altre
prove, dalla iscrizione del Grutero, altrove ricordata (i),
e da un verso di Silio Italico più sopra riferito (2);
mentre l'analogia di Somnus e dì Bacco è posta in piena
luce dalle sembianze e dagli ornati, con cui si presentano
nei monumenti i due Numi: poiché quanto alle sembianze,
la barba aguzza dei così detti Bacchi Pogoni portano anche
alcune immagini di Hypnos e Somnus, e quanto agli or-
nati, il nostro dio nell'erma, di cui già ho fatto cenno,
ha il diadema dionisiaco, proprio di alcune delle rappre-
sentazioni di Bacco. Di più ad amendue, al figlio della
Notte e al figlio di Semele competono, per far mia una
bella osservazione del Visconti (3), i benefìci e solenni
titoli di Lisìde e di Lisimerimne, cioè di scioglitore delle
cure mortali, con cui designa l'uno e l'altro il pseudo-
Orfeo.

(1) V. pag. 123, nota ra.

(2) V. pag. 126, nota 4.

^3) Museo Pio Clementino, Voi. VI, tav. XI, p. 85 e segg.
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