Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 4.1883

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LA CONCA BATTESIMALE

3°9

(sulla parte mediana)
UIC CHRISTVS /tTERNVM PR/^-STAT BAPTISMATE REGNVM.

(inferiormente )

HOC VAS PR&POSITVS PETRVS HIC DEFERRE CVRAVIT.

I caratteri sono semigotici ed eminentemente artistici;
di alcuni non si veggono più che le impronte,

Riferendo questi versi il Sacchetti nelle Memorie della
Chiesa di Susa (Torino, 1788) riportò male la terza iscri-
zione, mutando il de/erre in deferri. Anche il Ponsero
nella Guide du voyageur à Suse (Susa, 1831) ha pure Ime
deferri in luogo di lue deferre.

Dice semplicemente la prima iscrizione che Guigone
aveva imparato a scolpire questi versi. Nella seconda è
espresso il religioso uso del vaso di procurare col battesimo
il regno dei cieli. L'ultima ci informa che il preposto Pietro
fece trasportare la conca.

Checche abbiano congetturato il Sacchetti ed il Casalis
è pur sempre controversa la questione se quel Guigone sia
l'artefice o il donatore della conca o semplicemente, come
io penso, il fonditore della iscrizione e se quel preposto
Pietro abbia appartenuto alla Collegiale di Oulx od a quella
di S. Maria Maggiore in Susa, anteriori amendue alla pre-
sente di S. Giusto, ove potè essere ritrasportata la conca.
Ignota del pari è la data della sua formazione, che sembra
remotissima e precedente sempre l'infanzia del Cristiane-
simo, in cui si presume che siano stati scolpiti questi fonti
battesimali. Certo in origine la conca non aveva 1' attuale
destinazione e fu dal preposto Pietro tolta da qualche tempio
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