Atti della Società di Archeologia e Belle Arti per la Provincia di Torino — 5.1887

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ARCHEOLOGIA E BELLE ARTI

gioni. Molti monumenti ce lo potrebbero provare, ma i
più giacciono ignorati in oscuri villaggi, altri, abbando-
nati fra boschi e deserte campagne, sono votati alla più
desolante ruina.

Spetta all'architetto il levare tali monumenti dall'oblio
in cui sono caduti, non risparmiare disagi e fatiche per
rintracciarli, rilevarli e farli conoscere al mondo artistico,
giacche, come scriveva Cesare Cantù, carattere del pro-
gresso moderno appunto è il non ripudiare verun passo
dell'antico.

Ritengo che non faremo con ciò mutare d'un punto
la storia dell'origine e dello sviluppo della religione cri-
stiana, ma il nostro lavoro varrà a dimostrare come in
tutte le terre a piccoli passi si seguivano i passi da gi-
gante che faceva Roma e che ogni regione ebbe un'arte,
improntata se vuoisi, alla romana dapprima, agli stili po-
steriori in seguito, ma con una forma, un colorito ed un
individualità tutta propria.

Accingendomi io a notare le prime chiese cristiane
del Ganavese, lascierò da parte ogni volo poetico ed ogni
prosopopea rettorica per magnificare i trionfi della reli-
gione cristiana in questa regione; agli scrittori ascetici
tale panegirico, io non farò che registrare quanto rinvenni
in fatto d'arte chiesastica, seguendo l'ordine cronologico
con cui pare si siano succeduti.

II.

Il Canavese, terra gloriosa nella storia del medio evo
per aver dato tre Re all'Italia, non poteva essere splen-
dida culla dell'arte. In poche regioni, come in quest'an-
golo d'Italia, si è tanto combattuto e tanto sofferto. Dante
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