Persistente URL:
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/decriscio1881/0081
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le quali poi dalle lave e piccoli torrenti che scendono
dalle pendici del monte Gauro, e dagli
Astroni; sono diffuse su i terreni di natura bibula
nella pianura di Campana, e trasmesse dopo nel
sottoposto suolo di tufo di natura non bibula ove
i noslri Maggiori praticarono il Condotto sudetlo.
Applicando a tali terreni l'infallibile assioma Nemo
dal quod non habety dovrà, ritenersi, che le scaturigini
primitive, ossia i cuniculi per dove fluiscono
le acque nel condotto Campano,non potranno
giammai dare acqua ; se pria non la fu ad essi
trasmessa dai terreni superiori di natura ed indole
bibula ; e come i sudetti terreni, giusta Fespe-
rienza^discaricano nel sottoposto suolo tanta quantità
d'acqua, per quanta ne ricevono dalla pioggia,
e dalle lave dei piccoli torrenti,che su di essi terreni
si versano ; così ne siegue, che a seconda
della proporzione di una tale meteora,e dell'abbondanza
o scarsezza delle lave e dei piccoli torrenti
, per tanto tali terreni ne trasmettono nei
cuniculi delle sorgenti, ed all'intiero condotto.
Inoltre ne siegue l'altra verità, che qualora
la pioggia apportando le sue acque per mezzo
delle lave e piccoli torrenti su quei terreni; una
eausa qualunque le deviasse altrove su terreni di
altra natura, ne avverrebbe per necessità la mancanza
delle acque nelle sottoposte scaturigini o
cuniculi, non ricevendoli più essi da altri terreni,
se non dai soli sparsi nella pianura inclinata di
Campana. Infatti tutti i cuniculi diretti verso gli
estinti crateri finiscono sempre nel terreno pu-
maceo e sabioso superiore al tufo vulcanico.
E poiché da circa trenta e più anni le acque
diminuirono, e diminuiscono sempre più
nel condotto Campano ; cosi fu mia cura con in-
dalle pendici del monte Gauro, e dagli
Astroni; sono diffuse su i terreni di natura bibula
nella pianura di Campana, e trasmesse dopo nel
sottoposto suolo di tufo di natura non bibula ove
i noslri Maggiori praticarono il Condotto sudetlo.
Applicando a tali terreni l'infallibile assioma Nemo
dal quod non habety dovrà, ritenersi, che le scaturigini
primitive, ossia i cuniculi per dove fluiscono
le acque nel condotto Campano,non potranno
giammai dare acqua ; se pria non la fu ad essi
trasmessa dai terreni superiori di natura ed indole
bibula ; e come i sudetti terreni, giusta Fespe-
rienza^discaricano nel sottoposto suolo tanta quantità
d'acqua, per quanta ne ricevono dalla pioggia,
e dalle lave dei piccoli torrenti,che su di essi terreni
si versano ; così ne siegue, che a seconda
della proporzione di una tale meteora,e dell'abbondanza
o scarsezza delle lave e dei piccoli torrenti
, per tanto tali terreni ne trasmettono nei
cuniculi delle sorgenti, ed all'intiero condotto.
Inoltre ne siegue l'altra verità, che qualora
la pioggia apportando le sue acque per mezzo
delle lave e piccoli torrenti su quei terreni; una
eausa qualunque le deviasse altrove su terreni di
altra natura, ne avverrebbe per necessità la mancanza
delle acque nelle sottoposte scaturigini o
cuniculi, non ricevendoli più essi da altri terreni,
se non dai soli sparsi nella pianura inclinata di
Campana. Infatti tutti i cuniculi diretti verso gli
estinti crateri finiscono sempre nel terreno pu-
maceo e sabioso superiore al tufo vulcanico.
E poiché da circa trenta e più anni le acque
diminuirono, e diminuiscono sempre più
nel condotto Campano ; cosi fu mia cura con in-
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