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poiché conosccvano , che tanto il nervo , che la carne hanno
ciaseuno la sua dtversa bellezza.
Hanno cercato lempre i Moderni di diminuire una
parte per ingrandire l'altra» I Greci però non fecero cosi,
ma mutarono, soltanto queste parti secondo la loro espressìc-
ne. Se la figura era umana , vi facevano tutto quello, che appartiene
alle proprietà , e qualità dell' Uomo ; Ce però era divina
, elsi tralasciavano le qualità umane, e sceglievano uni.
camente le divine; e cosi si regolavano secondo tutti i divertì
signiiicati, ed espressìoni. Sin tanto che formavano un
Uomo procuravano di non tralasciare cosa alcuna, ma ài
rendere nel tempo fieiso più visibilc ciò, che è neceilàrio
all' espressione, di quello, che non è necesiario.
Conchiudo da tutto il fin qui detto, che il Pittore, che
vuol trovare il buono, ossìa il miglior gusto, deve imparare
a conoscerlo da questi quattro i cioè dagli Antichi iìóujìo
della bellezza, da Rasfaello il Gusto deW essressime, da Correggio
quello del piacevole, e dell1 armonia , e da Tiziano it
Gusto della verità, ossìa del colorito...
Tutto quefìo però devesi cercare nella natura, poiché
tutto .ciò, che ho icritto, e spiegatoin quell'Opera , ha unicamente
per .oggetto di far conolcere ai principianti dell'Arie
le pietre del paragone, colle quali debbono provare , e
diseernere il loro proprio, e l'altrui gusto ^ afsine di non ingannar
.! nel loro giudizio.
Siccome i Modelli, di cui ho parlato, sono itati già
tante e tante volte imitati, senza che alcuno abbia potuto
giungere a Superarli; egli è perciò una verità evidente, che
questi tre gran Maestri avevano preso il giusto sentiero della
persezione, e perciò mi sono servito di loro per esempj,
ed ho mostrata la maniera di conoicerli, e d'imitarli-
Chi lavorerà diligentemente colla mente, e colle mani »
rissettendo sedamente sopra tutto ciò che ho detto, avrà un
giorno a gloriarli della sua fatica, e conseguirà il Buongusto.
Bb
ciaseuno la sua dtversa bellezza.
Hanno cercato lempre i Moderni di diminuire una
parte per ingrandire l'altra» I Greci però non fecero cosi,
ma mutarono, soltanto queste parti secondo la loro espressìc-
ne. Se la figura era umana , vi facevano tutto quello, che appartiene
alle proprietà , e qualità dell' Uomo ; Ce però era divina
, elsi tralasciavano le qualità umane, e sceglievano uni.
camente le divine; e cosi si regolavano secondo tutti i divertì
signiiicati, ed espressìoni. Sin tanto che formavano un
Uomo procuravano di non tralasciare cosa alcuna, ma ài
rendere nel tempo fieiso più visibilc ciò, che è neceilàrio
all' espressione, di quello, che non è necesiario.
Conchiudo da tutto il fin qui detto, che il Pittore, che
vuol trovare il buono, ossìa il miglior gusto, deve imparare
a conoscerlo da questi quattro i cioè dagli Antichi iìóujìo
della bellezza, da Rasfaello il Gusto deW essressime, da Correggio
quello del piacevole, e dell1 armonia , e da Tiziano it
Gusto della verità, ossìa del colorito...
Tutto quefìo però devesi cercare nella natura, poiché
tutto .ciò, che ho icritto, e spiegatoin quell'Opera , ha unicamente
per .oggetto di far conolcere ai principianti dell'Arie
le pietre del paragone, colle quali debbono provare , e
diseernere il loro proprio, e l'altrui gusto ^ afsine di non ingannar
.! nel loro giudizio.
Siccome i Modelli, di cui ho parlato, sono itati già
tante e tante volte imitati, senza che alcuno abbia potuto
giungere a Superarli; egli è perciò una verità evidente, che
questi tre gran Maestri avevano preso il giusto sentiero della
persezione, e perciò mi sono servito di loro per esempj,
ed ho mostrata la maniera di conoicerli, e d'imitarli-
Chi lavorerà diligentemente colla mente, e colle mani »
rissettendo sedamente sopra tutto ciò che ho detto, avrà un
giorno a gloriarli della sua fatica, e conseguirà il Buongusto.
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