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GUIDO UBALDO ABBATINI. M1
Perche le cose del Mondo sono tutte fallaci, e tradiscono
nelle più sicure speranze ; giunti in Roma i due fratelli
Monsignor Battisti morì prima di vederli, e lasciò di
tutto il suo avere erede il suo carissìmo amico Monsignor
Costaguti. I due fratelli Abbatini vedendoti* defraudati in
tutto di quello, che speravano, e di più della eredità , che
a loro perveniva di giusta ragione , si lanciarono vedere dal
Costaguti, e con massime doglianze si querelarono di quella
ingiustizia ricevutagli Costaguti con destrezza grande,
e con ogni amore li consolò , dicendo loro , che egli aveva
ricevuta quella eredità per benefìcio di loro , e non di
se medesimo , e che si era contentato d' entrare come de-
positario di quello , che a loro perveniva di ragione ; però
, che tornassero pure alla patria , ed ivi aggiustassero tutti
li loro in te re Mi , e dopo tornassero a Roma , che egli li
avrebbe ajutati, e protetti con mettere Antonio Maria nel
Seminario Romano per Convittore, acciocché ivi potesse segui-
tare i suoi studj di Filososia , ed avrebbe accomodato Guido
Ubaldo col Cavalier Giuseppino per attendere alla pittura
. Così persuasi , e rimasti sodisfatti da queste larghe pro-
messe , ambedue ritornarono a Città di Gattello , ed ivi dato
sesto al loro aggiustamento, di nuovo prenderono la via
per lo ritorno a Roma .
Non era contenta la fortuna della loro prima sventnra»
che volle applicargli la seconda, e fu che prima di giungervi
il Costaguti passò a vita migliore , e così rcstarono sen-
za protettore , senza facoltà, e privi affatto di ogni speran-
za. Ma perche erano già in Roma , procurò Quid' Ubaldo
T ingresso col Cavalier Giuseppino , e gli sorti , ed Antonio
Maria ritornò alla patria, ed ivi si applicò alla musica »
ne divenne quel Maestro che ha veduto Roma in tante Cappelle
da lui rette , e maneggiate . Guido Ubaldo si trattenne
qualche anno col Cavalier Giuseppe, e .^ip,nSatf-
qucllo Itile al meglio, che poteva . Nel corso di q««
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Perche le cose del Mondo sono tutte fallaci, e tradiscono
nelle più sicure speranze ; giunti in Roma i due fratelli
Monsignor Battisti morì prima di vederli, e lasciò di
tutto il suo avere erede il suo carissìmo amico Monsignor
Costaguti. I due fratelli Abbatini vedendoti* defraudati in
tutto di quello, che speravano, e di più della eredità , che
a loro perveniva di giusta ragione , si lanciarono vedere dal
Costaguti, e con massime doglianze si querelarono di quella
ingiustizia ricevutagli Costaguti con destrezza grande,
e con ogni amore li consolò , dicendo loro , che egli aveva
ricevuta quella eredità per benefìcio di loro , e non di
se medesimo , e che si era contentato d' entrare come de-
positario di quello , che a loro perveniva di ragione ; però
, che tornassero pure alla patria , ed ivi aggiustassero tutti
li loro in te re Mi , e dopo tornassero a Roma , che egli li
avrebbe ajutati, e protetti con mettere Antonio Maria nel
Seminario Romano per Convittore, acciocché ivi potesse segui-
tare i suoi studj di Filososia , ed avrebbe accomodato Guido
Ubaldo col Cavalier Giuseppino per attendere alla pittura
. Così persuasi , e rimasti sodisfatti da queste larghe pro-
messe , ambedue ritornarono a Città di Gattello , ed ivi dato
sesto al loro aggiustamento, di nuovo prenderono la via
per lo ritorno a Roma .
Non era contenta la fortuna della loro prima sventnra»
che volle applicargli la seconda, e fu che prima di giungervi
il Costaguti passò a vita migliore , e così rcstarono sen-
za protettore , senza facoltà, e privi affatto di ogni speran-
za. Ma perche erano già in Roma , procurò Quid' Ubaldo
T ingresso col Cavalier Giuseppino , e gli sorti , ed Antonio
Maria ritornò alla patria, ed ivi si applicò alla musica »
ne divenne quel Maestro che ha veduto Roma in tante Cappelle
da lui rette , e maneggiate . Guido Ubaldo si trattenne
qualche anno col Cavalier Giuseppe, e .^ip,nSatf-
qucllo Itile al meglio, che poteva . Nel corso di q««
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