Ripa, Cesare ; Castellini, Giovanni Zaratino [Hrsg.]
Iconologia di Cesare Ripa ...: divisa in tre libri ne i quali si esprimono varie imagini di virtù, vitii, affetti, passioni humane, arti ...
Venedig, 1645
Seite: 519
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  (z. B.: IV, 145, xii)



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Libro Terzo * 51?

astoi haucròcchi cVdsecchie di spie>per potet II libro proporlo col motto lui, àimofìtàl

sTieglioguidareisuoidisscgni,&gl'altrdi tron- chetaluoltasi posponeIaragioneciuile , per

Care. cama di regnare,quanto pet la publica vtiiità,

Se le dà la bacchetta .per moftrare quella come per esserapio può condonare taluolta

Ragione di stato essere propria di chi ha Domi il Prcncìpe a molti la vita, che perior mis-

xììo, Se Signoria» dalla quale l'huomo diuiene satti per legge Ciuile haucuano perduta, per

ìmperioso, ancorché ognuno, per ben cric seruitsi dì essì in guerra giuria, eden do che rì-

Prencipc non iuupossa hauere vna certa Rag?* sulta molto hauer huorruni di virtù, e di va«

ne di fiato in propria, con sa quale vogli go- lorc : Ma più d'ogni altra cosa detto librò

uernare il dorainkxdellc sue cose* Si drizzarle col motto, Im, inferisee quel detto che hauec

«1 propoilo fine. soleua in bocca Gesare Dittatore» di Euripide

Ipapaueri gettati per terrajcorae diccrao si- Tragico nelle Fenisse citatoda Cic. nel $.d«

gnificano,cbe chi si seruc della Ragione di sta gli Ofitij, & riportato da Suetanio in Gesar©

«o,nonlassamaisorger petsoncchepossamo- aicap.jo»

lestar!o:a somiglianza delia tacita risposta data Nam sìviolandum ess fasi regnando grati4

</a Tarquinio al mellò del Tuo Figliuolo. Rex FÌtdandtm estalijs rebus petatem colas.

P.esot deliberabundm in hmum mmm^ranstt ; I quali vera 'con* hab biamo tradpt ti mai

sluente nttneio silij » ibi mambuìantes tacitus conditi, ma in modo che intender fi pollino

(ummapapmerum capita dimur b acuto dtcusis- seguitando più che si può l'ordine de I testo la -

sé; parole di T.Liuio nei primo lib. Decade tino.

prima.. Ma cento anni auànti che Tarquinio
regnairerTrasiboit» 0eccotendo col barione le
più eminenti spi^icdiede per consiglio a Pe-
ciandro Tirano che leuasse vtar principali del-

Se iaragiomvdar sidttte

Solo si deue per ragion di siata

Nell'altre cosela^isudehonora.°

Il qual detto quanto sia empio ogni persori®

Vqóì assanno

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stÀtsMARtCO DEL BEN'AtTRVI»

Onna macilente vefìita dineio,& scapi»
g!iata,con la delirati tappi i capelli»

ajGnistramanoa]

■sta dVn LeoncecaF

)posto dall'Alt^

ntlus.

ae armata»]»1 !
io che si fa»*
|U andò vi

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coiitel3*'Té(i

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la Gittà .II che vien olletuato da moldpèTì^^a gi^tór Io può, attesoch^^g^rprericipe

gore di Ragion di llato,& per motìratsi uueri: massimamente Christiano deue anteponere

ma di equità il principe deue più tosto farsi a- all'interesse propno,& a sidile detellabile Ra-

piare, che temere » & ciò per vtil tuo perche gion di itato la giusta ragione giuridica,Ia qua

il timore generai'odio,& l'odio le r'ibellipnt» le chi caspestra vien poi ai fine punito dalla

& però deue più tosto conforme all'equità a- giustitia di Dio.
roarcs: & haucrà piacere VassalH ch'habbino
pplso di ricchezze,' nel modo ch'è conligliato
yespasiano Irrtper. da Apollonio in Filofìrst©
lib.j.c$p.i$.Dìt4ìtìbstsatttem permìttehVt sd-
etiltatibus tato sruì posjìnu emimntiores fpicas;

qu&cumqtis Jupra iterar siattollunt nondtnpu- habbi'alla sinora mammella attaccata vna

tato'yinmftaenim efi in hoc Arìftotelis ratio cioè Serpe* & sili piecjl vn Nibbio magro .
permetterai che ì ricchi possino godere le rie- E vestita di nero, perche i per^sìeri, cN pie«

chezze lòro,né tagliare le spighe più alcccioè gano a danno del pro(Timo,sonb tutti ìuttuosi»

quelli che sono in grandezza de gli alcn'.Con- 6c mottalis che fatino (tare continuamente in

siglia sì ben poi che sispiantino quelli, che so* dolore, de in tenebre> che orTuscano l'anima e

no seditiosi, Se che vanno machinando delle trauagliano il corpo, Et però si strappa i capei»

tiouitì9m<\iie{ìomodó*Dissfcdesbomnes>-mo* lidallàtesta,e(Iendoisuoipensieri tronchi, 8c

lesiofqtse prms tanquam spinas e ségttibusauser; volti sinitamente con Tuo dolore/ft-failidio*
& resnonas molientibus tsrréilem tfr offendo, lì che con più chiarezza dimoilrail Serpe

toinitandQfammmagis,quam pmiendo. attaccato alla mammella, il quale come man-

Le si mette a canto ilLeoucper tssetdi na* da fteddislìmo veleno aì cuore, de estingue il

tura simile a quelli : che per Ragion di stato caloretChe manteneual'huomo viuo^coiì que»

cercano esser di continuo superiorìà tutti gl'ai Ita tristitia affligge l'anima» 8c i'vccidcintro-

tn,Gome anco per denotare la vigilante cullo* ducendo il veleno per li sensi, che in qualche

dia, che si deue hauerecon fortezza»] pei cop> modo sentono altrui felicità, de però ancora si

seruatione del feostaco% dipinge macilente,

K-K 4 II


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