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Algarotti, Francesco
Opere Del Conte Algarotti (Band 12): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara, 3-12]

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https://doi.org/10.11588/diglit.28090#0234
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226 L E T T E R E

ranno la Iettera di questa maniera , oltre
che apriranno il vero sentimento mio , di
che potrò io far fede atutti, non faranno
nè pur torto a quei grandi uomini , che
scherzando si dicon pazzi ; quando non è
alcuno, che possa pretendere di non esser
partecipe d’ una certa comune pazzia , e
non possa dirsi pazzo ancor non ischerzan-
do. Ma io veggo bene quello, che può es-
sere intervenuto a cotesti signori. Io temo
che in alcuni paesi ( e crederò non senza
qualche ragione che Venezia sia un di que-
sti ) la filosofìa del Locke abbia una catti-
vissima riputazione, e si riguardi come con-
traria alla religione , e il dirsi uno Locki-
sta sia come il dirsi Ateo . Io non so se
io m’inganni; ma quando sosse in Venezia
una prevenzione tanto sinistra , doverebbono
gli autori delle note essere avvisati (o più
tosto doverebbono aver prese tante notizie,
che più non abbisognassero di chi gli av-
visasse) che una tal prevenzione non è in
Bologna . Nelle scuole di Bologna niuno
è, che segua il Locke, ma niuno è anco*
ra , il qual sia per pronunciar francamen-
te che quella fìlo.sofìa ripugni alla religio-»

ne ;
 
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