Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 3.1897

Page: 159
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1897/0195
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
RECENSIONI

15.9

che in questo genere di lavori si richiede. Anche
nei più reputati cataloghi stranieri si danno degli
artisti brevi cenni ; e, intorno all'opera, oltre ad
una descrizione più o meno compendiosa, secondo
i vari casi, si esprime un giudizio sintetico, gio-
vandosi qualche volta delle espressioni più felici
di scrittori autorevoli. Qua, invece, agli artisti più
segnalati si dedicano delle biografie abbastanza
estese e particolareggiate, e su ciascun quadro una
descrizione ed una storia, che qualche volta sono
vere dissertazioni. 1 L'A. ha voluto conoscere la
sua galleria nel modo più preciso e completo, e
non c'è dubbio che, a ottener ciò, non abbia fatto
le più coscienziose e pazienti indagini; e questo
tesoro di cognizioni lo ha affidato al bel libro che
ora presenta agli studiosi. Oltreché di tali diligenze
va pure lodato per l'equità ed acume nel giudizio
e nelle attribuzioni delle opere, giovandosi dei più
recenti e valorosi autori. Non sono pochi i quadri
che avevano avuto per il passato battesimi inade-
guati, talvolta di una inve osimiglianza che salta
agli occhi, tal'altra più scusabili; ed è bene che il
direttore stesso della galleria ponga fine agli equi-
voci tanto dannosi, specialmente per chi non ha
ancora discernimento molto sicuro.

I pregi che contraddistinguono le pitture più
belle sono posti in rilievo con osservazioni acute
e immagini efficaci. 2

Paolo Fontana.

Diego Santambrogio. Le due arche o cofani d'avorio della

Certosa di Pavia. (Estratto dal periodico // Polite-
cnico, 1896).

Nella Certosa di Pavia si vedevano ancora,
nel 1536, due arche d'avorio, ch'erano state acqui-
state fin dal secolo xv da Paldassare degli Em-
briachi. Di esse non si ha più notizia fino al prin-
cipio del nostro secolo; ma allora i pezzi che lo

1 L'articolo intorno alla Concezione del Mazzola-Be-
doli è sei e più pagine di minuto carattere. In qualche
caso è innegabile una certa superfluità; dove cioè si
descrivono con troppi particolari opere di mediocre le-
vatura, o si confutano errori vecchi che forse nessuno
oggi sorgerebbe a sostenere. Altra economia di spazio
si sarebbe ottenuta rimandando ad una nota comune la
notizia che trovasi ripetuta per molti quadri sulle loro
peregrinazioni.

- Appunto perchè FA. ha curato la forma oltreché
la sostanza, noto: a png. 48, il conflitto musicale; a pa-
gina 336, la pelle diffusa da un pallore, ecc.; e, qua e
là, il verbo allungare per porgere, espressivo, ma, credo,
non del tutto corretto.

componevano si trovano adoperati come ornamento
delle pareti di un ricco gabinetto portatile. Di que-
sto ci lasciò descrizione diligente Gaetano Catta-
neo, il quale ricercò la spiegazione delle storiette
scolpite negli avori. Per buona fortuna il gabinetto
si ò conservato intatto nella casa di un patrizio
milanese; ma non era noto che a pochi e se ne
desiderava la pubblicazione. A questo desiderio ha
in parte soddisfatto il sig. Santambrogio con due
tavole fototipiche. L'egregio scrittore crede che le
sculture siano opera di Baldassare degli Embriachi,
al quale sarebbero state ordinate espressamente e
non acquistate bell'e fatte. Egli nota l'importanza
iconografica di esse, in quanto che, sebbene giu-
stamente il Cattaneo le considerasse come illustra-
zioni delle storielle dell'Oca (Mambriano del Cieco
da Ferrara) e della trista Mattabruna (oltre alle
antiche di Piramo e Tisbe, Ero e Leandro, Paride
e le Dee); pure l'artista si discosta dalla versione
delle fonti più volgari. Quali saranno state le altre
fonti? Coll'egregio A. lo domandiamo a chi sappia
fare con competenza l'indagine.

Paolo Fontana.

A. De Nino. Escursione artistica nel bacino dell'Orte.

(Estratto dalla Rivista abruzzese, fase. IX-X, 1896).

Nel brioso articolo il sig. I). N. ci dà notizia
di tutti i monumenti più o meno importanti che
ha incontrato percorrendo « da un capo all'altro
il bacino del fiume Orte, affluente del Pescara ».
Sarebbe bene che per ogni piccolo territorio si fa-
cessero delle relazioni esatte di questo genere.
Anche se i risultati riuscissero negativi, non si
potrebbe dire che la fatica fosse perduta; perchè
se l'osservatore, come nel caso nostro, conosce bene
i luoghi che percorre e non trascura nulla di ciò
che possa avere anche il più lontano interesse per
la storia dell'arte, ci verrebbe risparmiata la noia
di gite infruttuose.

Paolo Fontana.

Marcel Reymono. Caractère italien de la facade de St-An-
toine (Isère) et sculptures de le Moiturier. (Extrait
da Bulletin de VAcadémie delphinale, 4° s., t. X).

Mentre il sig. Enlart ha studiato le costruzioni
di carattere francese che sorgono in varie regioni
d'Italia, troviamo, nel recente articolo, sostenuta
con buoni argomenti hi, tesi che la facciata di una
chiesa gotica francese rivela influenze italiane. In
essa infatti si notano le modificazioni che gli ar-
loading ...