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L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 1.1898

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https://doi.org/10.11588/diglit.24143#0374

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CORRIERI ARTISTICI

DALL'ESTERO E DALLE RECxIONI ITALIANE

Corriere d'Inghilterra.

Esposizione al « Burlington Fine Aris Club » di
Londra. — L'esposizione è stata composta dal Club
in degno modo, ma essa è di gran lunga inferiore
ad altre degli anni trascorsi, per esempio, a quella
dei maestri emiliani, tenutasi alcuni anni fa. La infe-
riorità deriva dalla materia stessa dell'esposizione, e
cioè dalle opere de' maestri lombardi del Rinascimento,
satelliti che s' aggirano intorno al sommo Leonardo.
Ogni idea della sua mente passava ai seguaci, che la
ripetevano in pedestre modo ; ogni sua forma restava
innanzi ai loro occhi come un tipo fisso, immutabile,
venuto dall'alto. e perciò la importanza artistica di
questa esposizione non è tanto grande quanto alcuno
avrebbe potuto supporre. In una pinacoteca di Milano,
nell'Ambrosiana, ad esempio, c'è molto di più per la
storia della pittura lombarda del Rinascimento. Acl
ogni modo quelle fiondi dell'arte patria portate dal
vento nella ricca Albione meritavano bene di essere
insieme raccolte ed esaminate. Il Club ne ha pubbli-
cato con ogni diligenza il catalogo, compilato da Her-
bert F. Cook, e ora lo ripubblicherà adorno di foto-
tipie. Sulla scorta del catalogo, crediamo utile di
render conto ai nostri lettori delle opere esposte.

1. « Bergognone ». Sant'Agostino e un donatore
sotto il suo patrocinio. Proprietà di lord Aldenham.
Si trovava già nella Certosa di Pavia. La tavola fa ri-
scontro all'altra delle stesse dimensioni nella Galleria
del Louvre.

2. «Buttinone». Madonna col Bambino e angioli.
Le figure hanno i capelli grossi, segnati come in un
affresco, le palpebre grosse e gravi, le labbra tumide.
La Madonna tiene il tipo di quelle del Bergognone,
benché sia tracciata duramente, mentre il putto e l'an-
giolo musicante, in alto, a sinistra, rammentano lo

Zenale grossolano e gonfio. Proprietà del colonnello
Jekyll, C. M. G.

3. «Foppa». Madonna allattante il Bambino. In-
dubbiamente del maestro, quantunque il quadro abbia
alquanto sofferto : si vedono chiaramente i suoi carat-
teri e il suo colorito nelle carni livide, plumbee ; nelle
vesti aranciate e di giallo dorato. Proprietà di Sir Mar-
tin Conway.

4. « Foppa ». Il Cristo morto, con gli emblemi della
Passione. Attribuito al Foppa, forse per le tinte scure,
livide e terree, ma non appartiene a lui, e neanche
alla scuola lombarda. Proprietà di Sir Martin Conway.

5. «Attribuito al Foppa». Ritratto virile. È di
taglio duro ne' lineamenti, e prossimo piuttosto al-
l'arte di Filippo Mazzola. Proprietà di Mrs. Alfred
Morrison.

6. «Attribuito allo Zenale». Madonna col Bambino
benedicente nel mezzo. San Bernardino e San Gio-
vanni Evangelista a destra, e una compagnia di donne
adoranti ; San Giacomo Maggiore e San Lorenzo a
sinistra, e una schiera di uomini ginocchioni. Eviden-
temente è della stessa mano che ha dipinta la grande
ancona d'altare nella Galleria di Brera in Milano, già
attribuita allo Zenale, e dal senatore Morelli a Ber-
nardino de' Conti. Il catalogo nota la identità dello
stile nell'uno e nell'altro quadro, e designa come più
propria l'antica attribuzione a Zenale. Certamente nei
due quadri è evidente la degenerazione dell'influsso
vinciano, quale la troviamo negli imitatori servili che
esagerano ogni cosa, la sfumatura del colore, la ri-
cerca del chiaroscuro, la dovizia dei particolari, lo
studio fisiognomico, sì che al color morbido vien so-
stituito il floscio, al tono profondo il sordo, alla ric-
chezza lo sfarzo, alla penetrazione della fisonomia la
caricatura. Bernardino de' Conti tuttavia è in una scala
anche più bassa dell'autore de' due quadri ; e non. a
 
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