L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 1.1898

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

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Questi nacque nel 1498, e riguardo alla questione
lungamente agitatasi se egli abbia visto la luce in Bre-
scia o in Rovato, il Molmenti insorge qui contro le
affermazioni di Ulisse Papa,1 sostenendo che mancano
del tutto le prove che l'artista sia nativo di Rovato,
e che senza dubbio alcuno si deve, fino a prova in
contrario, attribuire a Brescia l'onore di aver dato i
natali al Moretto.

L'A. raccoglie quindi alcuni dati di fatto intorno
alla vita dell'artista, e si ferma più specialmente a par-
lare dei rapporti d'amicizia che Alessandro Buonvicino
ebbe con Pietro Aretino, con Agostino Gallo, illustre
agronomo, e col celebre fabbricatore d'organi Gian
Giacomo Antignati.

Perseveranza. Milano, 10 giugno 1898, n. 13889.

F. N.: Le università e l'insegnamento della storia
dell' arte. — Un forte e giusto articolo in cui l'autore,
combattendo le affermazioni dell'ex-ministro della P. I.
Gallo, 2 spezza una lancia in prò dell'insegnamento
universitario della storia dell'Arte.

Politecnico. Anno XLVI, gennaio 1898, pa-
gina 39.

Diego Sant'Ambrogio: Un importante sarcofago
in Milano dello scultore Marco d'Agrate, del 1536. —
Si tratta del monumento di Giovanni del Conte (f 1522)
che si trova nella cappella di Sant'Ippolito in San Lo-
renzo Maggiore, e che fu erroneamente attribuito finora
a Cristoforo Lombardo.

Documenti d'archivio, da poco rinvenuti, mostrano
che il sarcofago fu eseguito dal 1556 al 1558, sopra dise-
gno dell'ingegnere architetto della fabbrica del Duomo,
Vincenzo Seregni, dallo scultore Marco d'Agrate,
l'autore della celebre statua di San Bartolomeo nella
Cattedrale.

Il Sant'Ambrogio si diffonde un poco nell'esame
del monumento, di cui pubblica anche una piccola
fotografia.

Rivista d'Italia. Anno I, fase. 6°, 15 giu-
gno 1898, pag. 340.

Giuseppe Mazzatinti : La mostra delle opere di
Mastro Giorgio in Gubbio. — Il 15 maggio, per cura
del Mazzatinti, fu inaugurata in Gubbio — ricorrendo
il quarto centenario della concessione della cittadi-
nanza eugubina a Maestro Giorgio Andreoli — una
mostra internazionale di riproduzioni d'opere dell'ar-
tista, dei migliori prodotti delle officine di maioliche
eugubine nei secoli xvi e xviii, e infine, per il nostro
secolo, delle ceramiche riverberate e delle copie gior-

1 Cfr. Arte, fas:. III-V, pag. 197.

2 Cfr. Arte, fase, III-V, pag. 203 e segg.

gesche del Carocci, del Fabbri, di Antonio Passalboni,
di Giuseppe Magni e di Giovanni Spinaci.

Il Mazzatinti dà conto minutamente in questo arti-
colo del materiale raccolto nella ricca e importante
mostra, e pubblica la riproduzione a colori del piatto
di Maestro Giorgio che conservasi nel Museo artistico-
industriale di Roma.

— Fase. 70, 15 luglio 1898, pag. 486.

Enrico Panzacchi : Schifanoia.
(V. Bibliografia : Pittura).

Umbria (Li). Rivista d'arte e letteratura.
Anno I, n. 10-11. Perugia, 10 giugno 1898.

Luigi Lanzi : Contributo alla iconografia france-
scana. — L'A. descrive una pittura esistente nel con-
vento di San Francesco presso Stroncone, la quale,
oltre l'imagine della Vergine col Bambino in trono,
offre il ritratto di San Francesco, la figura del quale
« corrisponde perfettamente e meglio di ogni altra
fino ad ora conosciuta alla descrizione lasciataci da
Tommaso da Celano, il quale, entrato nell'ordine dieci
anni prima di San Francesco, fu anche testimonio della
sua agonia ».

L'A. accenna, quindi, alla questione sorta per de-
terminare l'età del dipinto, ricordando che mentre
alcuni documenti lascerebbero credere che la pittura
fosse anteriore al 1290, e la somiglianza del ritratto
di San Francesco farebbe supporre che esso fosse stato
eseguito poco dopo la morte del Santo (1226), la cri-
tica d'arte, per bocca dei più competenti, come il
Venturi, lo Gnoli..., è ferma nel ritenere l'opera non
di un precursore, ma di un imitatore di Giotto.

(Ma il Venturi, lo Gnoli... esaminarono il dipinto
o ne videro solo una fotografia? E conoscevano l'esi-
sistenza dei documenti cui l'egregio A. si riferisce?).

— Pag. 75.

O. Scalvanti discorre di Gentile da Fabriano fer-
mandosi a descrivere il quadro di lui — rappresen-
tante la Madonna col Bambino — conservato nella
Pinacoteca di Pisa e a discutere l'attribuzione di al-
cuni al Gentile piuttosto che al Bonfigli dell''Adora-
zione dei Magi, che un tempo era a Perugia nella
cappella del Gonfalone in San Domenico. Della tavola
di Pisa l'A. pubblica una riproduzione.

— Pag. 80.

Angelo Lupattelli tesse la storia della Madonnina
del libro di Raffaello, riferendone le descrizioni ed
enumerandone i passaggi di proprietà, le copie e le
incisioni.

Il quadro, che un tempo faceva parte della Gal-
leria Conestabile della Staffa in Perugia, fu venduto
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