L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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EUGENIO SCHWEITZER

mentre la Madonna è ben meschina cosa. Ad ogni modo le pitture dei due sportelli, che
i signori Cavalcasene e Crowe a torto attribuiscono ad Altobello Melone, ^stanno fra di
loro nello stesso rapporto in cui stanno fra di loro gli sportelloni dell'organo di San Marco
a Venezia. Ed infatti si tratta forse anche più di un'opera fatta assieme da maestro e scolari.
La parte migliore sarebbe prossima al Tura, la più debole al Boccaccino. Noi saremmo
disposti a credere l'Annunciazione opera giovanile del Boccaccino e così ne rimetterebbe la
sua diretta derivazione dal grande maestro ferrarese. Opera giovanile del Boccaccino è certa-
mente il Gesù in croce (n. 2) appartenente alla fabbrica del Duomo. A sinistra del crocifisso
sta, avvolta in nero mantello, la Madonna colle mani giunte, a destra San Giovanni col
committente, il canonico Fodri che, secondo l'uso lombardo, tiene in mano il berretto.
Povere d'espressione e di movimento sono le figure di Santa Maria Maddalena e di Nostro
Signore. Nello sfondo di questo quadro, che è dipinto a tempera su tela, è un ampio pae-
saggio con alberi e monti.

La bellezza delle pieghe delle vesti e quella cert'aria d'ingenuità nel comporre, rendono
simpatico questo quadro, come in g'enere le opere del maestro. Egli fa le teste di forma
rotonda, con occhi chiari orlati di nero, veri occhi da civetta, è accuratissimo nel segnare
le pieghe delle vesti e poetico nel dipingere i paesaggi; in genere l'intonazione dei suoi
quadri è chiarissima.

Al n. 10 vediamo un quadro del Boccaccino colla firma falsa di « Galeazius Campus
pinxit 1518 ». Vi è rappresentata la Sacra Famiglia e proviene dalla Chiesa di Sant'Agata.

Sulla sinistra del dipinto sta inginocchiata Santa Maria Maddalena che porge un vaso al
Bambino. La Madonna sta di faccia ed ha il capo coperto da un panno bianco ricamato,
simile a quello della Zingarella nella Galleria di Pitti. Sulla destra sta ritto in piedi San Giu-
seppe cogli occhi di civetta che già conosciamo.

Dietro alle figure della Madonna e di San Giuseppe è un muro buio che lascia scorgere
ai suoi lati una campagna che ha tutti i caratteri di quelle che dipingeva il Giorgione, con
alberi, case, monti ed un campanile.

Anche le pieghe rigonfie hanno il carattere del Boccaccino.

La firma osservata da vicino apparisce sospetta, però la data del 1518 è verosimile,
perchè in questo quadro il Boccaccino ci si mostra già sottoposto all'influenza veneziana.
Ad ogni modo, questa è una delle sue opere migliori.

Il dipinto su tavola al n. 28 è pure del Boccaccino. Vi è rappresentata la Madonna col
Bambino in trono, fra i Santi Nazaro e Celso. Appartiene agli Istituti educativi di Cremona
e proviene dalla chiesa di San Quirico. E opera di mediocre valore. Sullo zoccolo del trono
si legge: « Bocacinus Bocacius F. A. 1518».

Bella e graziosa specialmente per l'espressione d'ingenuità che le traspare dal volto è
la piccola Madonna, segnata col n. 25. Essa, vestita di veste rosso cupo, con manto tur-
chino e col capo coperto dal solito panno bianco, sta seduta sorreggendo il Bambino ignudo
che sta ritto avvicinando una mano al petto della madre. Nello sfondo è una parete coperta
di tappezzeria, dove s'apre una finestra.

Questa Madonnina ha anch'essa il tipo della Zingarella di Palazzo Pitti. Il felice pos-
sessore del quadretto è il canonico cremonese monsignor Federico Federici; prima esso
apparteneva alla Collezione Sonsis.

Il dipinto col n. 17 è molto ritoccato. Vi è raffigurato San Girolamo che si dà la disci-
plina davanti al crocifisso. Il paesaggio è dipinto con grande freschezza. Vi è un albero di
fichi; sulla destra, acqua sotto un bel cielo chiaro; vicino al santo sta il leone.

Il quadro è dipinto ad olio su tavola ed appartiene all'Ospedale Ugolani Dati di Cremona.

I due sportelli d'organo (mi. 1 e 5) del Battistero di Cremona, colla Annunciazione, sono
troppo povera cosa per il maestro.

Tutti questi sono i quadri esposti col nome del Boccaccino. Ora, dopo il magistrale arti-
colo pubblicato da Guglielmo Bode, nell'Archivio storico dell'Arte, sul Pseudo-Boccaccino,
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