L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

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Reymond : Les della Robbia, maravigliandosi della si-
curezza colla quale l'autore francese ha rovesciato
tante e poi tante cose che i suoi predecessori, in questo
argomento, avevano affermato solamente dopo studi
lunghi e coscienziosi, il Bode viene senz'altro all'opera
di Luca della Robbia.

Il primo lavoro sicuro di Luca è la Cantoria del
Duomo di Firenze, co'mmessagli nel 1431 ; quest'opera
si risente dell' influenza di Donatello. Vengono poi i
due altari per le cappelle dei Santi Pietro e Paolo nel
Duomo ed i medaglioni del campanile di Giotto, che
non sono imitati dai rilievi delle porte donatelliane a
San Lorenzo, ma derivano da modelli schiettamente
medievali.

Il tabernacolo di Peretola è del 1442, e del 1465
sono le porte della sagrestia nuova del Duomo. Prima
di avere la commissione di questo lavoro Luca aveva
già messo mano alla lunetta colla Risurrezione del
Cristo che sta sopra la sagrestia di Santa Maria
del Fiore. Di fronte eseguì poi, nel 1448, VAscen-
sione.

Queste sono le due prime opere di terracotta da-
tate, però la perfezione della tecnica mostra che certo
il maestro doveva averne fatte già parecchie altre.

Per poter scegliere, fra la quantità straordinaria di
terrecotte robbiesche, quali siano quelle di Luca, l'unico
mezzo è il paragone colle opere di marmo e di bronzo
del maestro.

Altre terrecotte datate di Luca sono : per il Duomo
di Lucca, nel 1451 due angioli inginocchiati con can-
delieri ; la lunetta sopra la porta di San Domenico ad
Urbino del 1449.

Molte poi sono le opere sicure non datate con do-
cumenti:

Le due lunette colla Vergine ed il Bambino, l'ima
che probabilmente è anteriore al 1443, in Via del-
l'Agnolo, l'altra nel Museo del Bargello.

Del 1448 è il soffitto a cassettoni nel Tabernacolo
di Michelozzo a San Miniato. Fra il 1461 ed il 1466
è poi da porsi il soffitto della cappella sepolcrale del
cardinale Giovanni di Portogallo.

Per la decorazione della cupola del Cappellone dei
Pazzi, Luca si servì certamente dell'opera di suo ni-
pote Andrea. Le differenze di stile e di forma che si
riscontrano qui fra le figure degli Evangelisti, robuste,
e quelle degli Apostoli, alquanto più deboli, sono da
attribuirsi al lungo tempo durante il quale Luca vi la-
vorò. Gli Evangelisti, con quel certo che di gotico nel
disegno, sono da porsi fra le prime opere di Luca, i
dodici Apostoli sono invece tardi.

Opera di allievi del maestro settantacinquenne deve
essere il soffitto di una cappella in San Giobbe di
Venezia,^decorata circa nel 1475.

L'autore parla poi di alcune opere minori attribuite
dal Vasari a Luca, come gli stemmi delle arti ad Or-
sanmichele e lo studio di Piero de Medici.

È merito dei signori Garucci ed Aliati Marquand
di avere ritrovato alcune importanti opere di Luca
nella chiesa dell' Impruneta presso Firenze. Si tratta
della decorazione parziale dei due grandi baldacchini
di marmo di Michelozzo. Queste decorazioni consi-
stono nei rilievi colle figure di San Paolo e di San Marco
ai lati dell'altare della Madonna, e nell'intero altare
tutto di terra cotta invetriata, coi Santi Giovanni Bat-
tista ed Ambrogio.

Probabilmente tutto ciò fu fatto nell'anno 1460.

Prima di passare alla descrizione di altre opere che
possono assegnarsi a Luca per virtù di confronti, l'A.
si ferma ad esaminare le differenze fra le Vergini di
Luca e quelle di Andrea ; differenze di stile e di ese-
cuzione.

Delle Madonne col Bambino, che ancora conser-
vatisi in Italia, la più antica è probabilmente quella
dell'Ospedale degli Innocenti; essa è molto simile a
quella di Orsanmichele.

Parecchie altre Madonne di questo genere di Luca
sono nel Museo del Bargello e fra esse la più bella
è la Vergine del roseto, che deve essere opera circa
del 1450. Simile alla Madonna del Roseto è la Ver-
gine dalla pera. E qui l'A. si ferma ad esaminare mi-
nutamente i vari tipi di Madonne, aumentando di pa-
recchi numeri l'elenco fatto dal Reymond delle opere
di Luca in Italia.

Secondo il Reymond non c'è alcun rilievo colla
Madonna che possa attribuirsi a Luca, il Bode invece
rivendica al grande artefice il rilievo a stucco colla
Vergine, ch'è ora nel Museo Ashmolean ad Oxford.
Un'altra Madonna di Luca è nella collezione della si-
gnora André a Parigi e due altre sono in America,
a Boston ed a New-York. Bellissima è poi VAdora-
zione del signor Foulc a Parigi.

Fra le molte opere notate qui dal Bode citerò tre
bellissime Madonne di Luca di cui egli dà la ripro-
duzione e che si conservano nel Museo di Berlino.

Poi l'A. viene a parlare di Luca della Robbia come
ritrattista e pubblica le riproduzioni di due belle teste
di giovinetti che si conservano l'una nel Museo di
Berlino, l'altra nella collezione del principe Liechten-
stein a Vienna.

Da ultimo finalmente egli descrive quella Visita-
zione di Maria a Santa Elisabetta in San Giovanni
fuorcivitas a Pistoia, già attribuita al debole pittore
Fra Paolino, e che per profondità di sentimento è
certo fra le opere migliori del più grande dei della
Robbia.

— Pag. 33.

C. von Fabriczy: Un'opera giovanile di Berìiardo
Rossellìno (i° articolo). — L'A. parla dapprima delle
scolture che ornano la parte superiore della facciata
dell'Oratorio della Misericordia in Arezzo.

Queste scolture, secondo il Vasari, dovevano at-
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