L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 5.1902

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MISCELLANEA

E si lusingherà il Ministero di ottenere domani dal-
l’acquirente, ben felice di essersi liberato a poco prezzo
da un decennio di brighe burocratiche, il rispetto di
un monumento che è lì, come un rimprovero, pian-
tato nel cuore dell’area da lunghi anni accarezzata
con voraci brame? E spererà il Ministero di ottenere
che la legge, votata ieri, gli dia facoltà di far rispet-

non adotteranno un sistema meno gretto e più colto
e nelle questioni ideali più ossequente al loro collega
dell’ Istruzione, fino allora potranno pure succedersi
laggiù, all’ombra solenne del Pantheon, ministri e sot-
tosegretari poeti e studiosi, storici o giuristi, volen-
terosi ed attivi, come furono molti, dal 70 in poi, ma
pei nostri vecchi, gloriosi ed utili monumenti sarà

Genova. Chiostro di Sant’Andrea

tare ciò che il contratto non dice di rispettare ; di
salvare, quando sia fuori di mano, ciò che non si
potè salvare insino a tanto che era nelle mani di altri
Ministeri, cioè di altri membri dello stesso organismo
tutore che è, o dovrebbe essere, lo Stato?

Se ha questa speranza, diciamolo... poeta.

Il chiostro di Sant’Andrea cadrà e ne dorrà a tutti
gli amatori sinceri delle nostre memorie e del nostro
paese; ma anche questa caduta, come un’ altra, recente
e memorabile che ancora fa sanguinare il cuore dei Ve-
neziani e degl’italiani, possa arrecare i benefici frutti,
possa scuotere una buona volta i due malanni del no-
stro paese: l’inerzia allettatrice e la burocrazia men-
zognera.

Sino a che tra Ministero e Ministero, tra ufficio e
ufficio perdurerà quell’abisso che la burocrazia si è inge-
gnata a scavare più profondo e più irto di difficoltà,
sino a che tutti i Ministeri andranno a gara a mostrare
la maggior trascuranza e disistima per i monumenti, o
religiosi o civili o militari che siano, sino a che essi

sempre lo stesso abbandono, la stessa noncuranza, la
stessa fatalità dolorosa.

Antonio Taramelli.

Notizie degli Abruzzi.

Ambone nella chiesa parrocchiale di Cùgnoli.

— Nella chiesa parrocchiale di Cùgnoli, nel Teramano,
si conserva un ambone scultorio degno di un lungo
e coscienzioso studio. Riserbandomi di compiere que-
sto studio in altro tempo e in compagnia del gentile
amico, onorevole Tinozzi, colto raccoglitore di notizie
storiche del suo paese nativo, che è appunto Cùgnoli,
darò ora soltanto un breve cenno del monumento, per
raccomandarlo al Ministero e per richiamarvi sopra
l’attenzione di altri studiosi.

La chiesa è del 1400, come si rileva anche da una
iscrizione che sta nella base del campanile. Ma l’ambone
è di epoca anteriore, e si ritiene che abbia appartenuto
già alla chiesa di San Pietro, annessa al monastero
dei Cisterciensi, di cui rimangono oggi scarsi ruderi.
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