L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 8.1905

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CORRIERI

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La Madonna siede su trono senza spalliera, intera-
mente rifatto, con pulvino rosso pure moderno ; porta
un manto bianco pure completamente ridipinto, che
le avvolge il capo, lasciando vedere sotto una tunica
rossa. Sostiene sul braccio sinistro il Bambino, il quale
ha manto pure bianco su tunica gialla, nimbo croce-
segnato, e tiene nella sinistra un rotulo chiuso mentre
leva la destra a benedire. Ai due lati del trono stanno
a destra una donna e a sinistra un vecchio barbato
nell’atteggiamento d’invocare la Madonna : essi por-
tano nimbi che evidentemente furono aggiunti in tempo
posteriore quando si credette che le due figure rap-
presentassero dei santi.

Tutto il fondo dell'affresco di un turchino cupo
con stelle d’oro è di restauro del Settecento ; epoca
in cui si aggiunsero in alto anche due angeli soste-
nenti una corona ; la parte inferiore del dipinto tranne
le due figurette, dai piedi del Bambino in giù, è pure
moderna e dipinta su intonaco moderno essendo pro-
babilmente, come lasciano supporre le fenditure, fra-
nato il muro antico. Non possiamo quindi dir nulla
con sicurezza intorno alla forma del trono che certo
non era simile all’attuale. Fortunatamente i visi della
Madonna e del figlio si son conservati intatti, come pure
è intatto quasi tutto il corpo del Bambino. I contorni
dei visi e delle mani sono fortemente segnati di nero,
le carni hanno color terreo preparato di verde con
lunghe lumeggiature bianche che accompagnano le
labbra, il naso, segnan rughe sulla fronte, pieghe nel

collo, copron le dita e le unghie. Il mento ha una
piega concava che si addentra nelle carni come un
taglio, manca l’incavo alla radice del naso, le pal-
pebre son segnate con una linea rossa, pratica questa
niente affatto speciale ai soli pittori medioevali, come
si è voluto, perchè la si può riscontrare nelle più an-
tiche pitture delle catacombe.

E notevole come il viso della Madonna ricordi per-
fettamente il tipo dell’Odigitria greca, così da farci con
tutta verosimiglianza supporre che gli artisti copiassero
imagini bizantine pervenute in gran numero in occi-
dente al tempo della contesa degl’iconoclasti. Assai
simile iconograficamente è la Madonna col Bambino di
Conxolus a Subiaco, certo derivante da un medesimo
tipo. Le osservazioni stilistiche da noi esposte ci per-
suadono ad assegnare l’affresco di San Bartolommeo
alla metà circa del xiii secolo : malgrado certo arcaismo
di forme e di tecnica, il dipinto è già un segno del
risvegliarsi a Roma del movimento nuovo dell’arte,
prima del Cavallini, e prima di Giotto, che non fu crea-
tore di nuove idee dal nulla, ma interprete potente di
quelle che già dal principio del Duecento si andavano
maturando in Italia. 1

Antonio Munoz.

1 Disgraziatamente, dovendosi per ragioni di culto ricollocare
sull’altare la moderna statua di legno, l’affresco è di nuovo nascosto.
Speriamo che si voglia provvedere a che il prezioso dipinto non
rimanga più a lungo celato.

CRONACA

^ Ad Ancona il 27 dicembre p. p. il prof, Maroni
ha tenuta una conferenza « Ancona e il Petrarca », ac-
cennando alle relazioni di lui con l’arte figurativa.

A Roma il 7, io, 14 gennaio si è tenuto nei lo-
cali dell’Associazione artistica internazionale per opera
della Società Filologica Romana un ciclo di 3 confe-
renze : « I trionfi nelle arti rappresentative » di Adolfo
Venturi; « Il paesaggio petrarchesco» di Carlo Segrè ;
« Le opere del Petrarca e le arti figurative » di Fede-
rico Hermanin.

^ A Firenze il 31 dicembre p. p. sono arrivati tutti
i progetti pel concorso di 20 grado per il locale della
Biblioteca Nazionale. Da Roma ne sono partiti diversi,
fra cui notiamo quello dell’architetto Piacentini per
un felice tentativo di fusione dell’arte fiorentina del
Rinascimento con lo stile floreale, e per il bel locale

riservato alle antiche collezioni di manoscritti e di
codici. Il io febbraio è stata aperta l’esposizione.

fé A Roma la Reale Insigne Accademia di Belle
Arti di San Luca ha aperto i concorsi Poletti per la
scultura (L. 1000) e Pellegrini per la pittura (L.2000).
Lodiamo la libertà concessa nel tema agli scultori !
Perchè non altrettanto ai pittori ?

^ A Grottaferrata in occasione del nono centenario
della fondazione della badia, si è pensato di racco-
gliere nella badia stessa una Esposizione artistica italo-
bizatitina. Per l’esecuzione del progetto si è costituito
un comitato speciale, presieduto da Mgr. Duchesne
sotto il patronato del Ministro della P. I. Il Comitato
chiede il concorso di tutti gli studiosi pregandoli di
interessarsi alla riuscita dell’importantissima mostra,
la prima del genere in Italia, inviando oggetti d’arte
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