L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 8.1905

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MISCELLANEA

e di Guidobaldo da Montefeltro, ambedue genuflessi
a pie’ de’ gradini del seggio su cui siedono i due Santi.

A Cagli invece esiste un’altra tavola, nella chiesina
di Sant’Angelo, con la Maddalena, il Cristo, l’Arcan-
gelo Michele e Sant’Antonio abate: quella stessa de-
scritta dall’J. Essa è firmata dall’autore ed è degli
ultimi tempi suoi, poiché Timoteo la eseguì, molto
probabilmente, verso il 1518 o '19; l’altra invece ap-
partiene all’epoca sua migliore, essendo stata dipinta
fra il 1504 e il 1505.

Infatti nel marzo dell’anno 1504 il vescovo di Ur-
bino, mons. Arrivabene, aveva lasciato in favore di

una cappella da lui eretta in Duomo, dedicata a
San Martino, la somma di 400 scudi d’oro. E furono
la duchessa Elisabetta Gonzaga e il potestà Alessandro
Ruggeri reggiano, che, quali esecutori testamentari
del defunto prelato, commisero precisamente al Viti
la superba tavola d’altare e al suo amico Girolamo
Genga le pitture della volta e delle pareti, di detta
cappella, oggi distrutte.

Da quanto ho detto appare opportuna la presente
nota, diretta a cancellare l’errore in cui è caduto l’in-
signe critico svedese, sì altamente benemerito, d’altra
parte, de’ nostri studi.

E. Calzini.
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