L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 9.1906

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BIBLIOGRAFIA

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Malaguzzi Valeri (Francesco).- / Solari
architetti e scultori lombardi del XV secolo.
Estratto dal I volume delle Italienische
Forschungen (Berlin, Bruno Cassirer, 1906)
pubblicate a cura dell’ Istituto di Storia
dell’Arte di Firenze.

Per 1’ importanza che al periodo di transizione tra

10 stile goticizzante e il classicheggiante si dà negli
studi recenti, la nuova luce portata daU’A. sopra i
Solari e le loro opere, interesserà senza dubbio quanti
s’occupano d’arte italiana. Il lavoro del M. non è
soltanto un contributo, perchè in esso si trovano or-
dinate e collegate le anteriori notizie, così che vengono
facilitate agli studiosi le ricerche soprattutto stilistiche
che si potranno ancora fare sui sopracitati artisti.

Dalla numerosa famiglia esce p r primo Giovanni
l’architetto che lavora tra il 1428 e 1 ’ 81, di cui non
si può determinare opera alcuna. Non così Guiniforte
(1429-1481), che, come il M. acutamente conchiude,
costruisce il piano superiore dell’Ospedale maggiore
di Milano con finestre ad archi acuti, bene distinte
dall’ordine più basso disegnate dal Filarete ed ese-
guite sotto la sua direzione. Il Filarete dunque non
rinuncia affatto al suo stile classicheggiante; ma il
Solari stesso che sotto là guida del fiorentino aveva
mantenuto lo stile classicheggiante, l’abbandona ap-
pena si trova libero e solo per continuare la tradizione
lombarda del gotico-fiorito.

Come architetto Guiniforte lavora nell’ interno della
Certosa di Pavia; e forse anche a Santa Maria delle
Grazie, al cui tipo architettonico si ricollegano San Pie-
tro in Gessate, Santa Maria della Pace, ecc.

Più numerose ancora sono le opere rimaste di Pietro
Solari (1446-1493), l’autore della chiesa del Carmine
a Milano e dell’ imponente Kreml di Mosca, al cui
tipo architettonico vanno unite 1’ Incoronata in Milano,
Santa Maria Podone, Sant’ Elistorgio, ecc. Come scul-
tore la valentia di Pietro dovette essere assai minore,
se si ha da giudicare dalla tomba De Capitani, degna
d’un misero scalpellino.

Il più famoso tra i Solari è Cristoforo, detto il Gobbo
(1478-1547), che ebbe molta fama al suo tempo, e le cui
opere furono, si racconta, confuse nientemeno che
con quelle di Michelangelo. E le statue funerarie di
Ludovico il Moro e Beatrice d’ F.ste sono veramente
degne della fama. Ma pare sieno state un’eccezione,
uno slancio casuale d’un’attività che nell’Adamo ed
Èva del Duomo di Milano e peggio nel Cristo alla
Colonna, decade in volgarità ed insipienza. Al Gobbo

11 M. ascrive la Pietà nella Certosa di Pavia, e cre-
diamo giustamente. Delle sue opere architettoniche si
ha traccia in Santa Maria presso San Celso, Santa
Maria della Passione.

Insomma se pure la monografia del M. non si può
dire definitiva, essa per l'abbondanza delle nuove no-

tizie, per la chiarezza della esposizione e la prudenza
delle affermazioni si ha da ritenere utilissima agli studi
della scultura lombarda.

P. E.

The Vasari Society, for thè reproduction of
drawings by old Masters, Part. I, 1905-1906.

A Londra si è fondata la Società Vasari per la
riproduzione dei disegni degli antichi maestri. Ad
essa auguriamo sorti felici, pari a quelle ch’ebbe la
Società calcografica; e mandiamo i nostri ral'egramenti
per la pubblicazione degnamente iniziata II primo
fascicolo, comprende:

i° gli schizzi di Leonardo da Vinci per la Ma-
donna del Gatto (Dal British Museum);

20 lo schizzo dello stesso per la donna dall rimi -
corno (id.);

30 il disegno del busto drilli guerriero, attribuito
pure a Leonardo, certo di un verrocchiesco (id.);

4° il disegno a matita rossa della testa di un
vecchio, assegnato a Leonardo (id.);

5° il disegno di Piero di Cosimo, rappresentante
Arianna, la quale è in un’attitudine somigliante alla
ninfa dello stesso maestro nella National Gallery di
Londra (id.);

6° il disegno della Madonna col Bambino di Raf-
faello e del suo periodo romano (Dalla raccolta del
duca di Devonshire a Chatsworth);

70 il disegno della Madonna col Bambino, attri-
buito a Raffaello, forse dritti imitatore del gruppo,
che è nell'alto del quadro della Madonna di Foligno
(British Museum);

8° lo studio d’una testa muliebre di Timoteo Viti
(collezione di A. E. Gathorne-Hardy);

90 lo studio d’un’altra testa muliebre dello stesso
(British Museum);

io0 lo studio di teste assegnate al Pisanello (Bri-
tish Museum), forse di Stefano da Zevio;

11° il disegno di allegoria (un’uomo con un’aquila,
una donna ignuda con uno specchio), della scuola
del Pisanello (British Museum);

i2° il disegno di tre gentiluomini bene indicati,
della scuola del Pisanello, nonostante la firma : PI-
SAN VS F. (id.);

130 il disegno d’un castello sopra la vetta d’ un
monte, attribuito a Tiziano (id.);

140 Lo studio di Paolo Veronese per un dipinto
del Riposo in Egitto (id.);

Quindi due disegni di Hans Holbein il vecchio,
uno di Ambrogio Holbein, un secondo di Hans Hol-
bein il giovane, un altro di Luca van Leyden, e in-
fine uno di Rubens.

La riproduzione eccellente dei disegni, le sobrie
note degli editori nel testo che li precede, rendono la
pubblicazione di importanza veramente eccezionale.

L'Arte. IX, 40.
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