L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 10.1907

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LA VERGINE DELLE ROCCE DL LEONARDO DA VLNCL

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vivacità qualche volta sopreccitata, insomma questo senso drammatico senza paragone nella
storia dell’arte abbia veramente formato il nerbo della sua attività artistica. Nella sua Cena
come nella Battaglia d’Anghiari questa sua qualità distintiva attinse al suo colmo; ma anche
nelle sue produzioni giovanili, come in quelle della sua età avanzata, essa si può constatare;
e finalmente da questo impeto uscì quella grande corrente di romanticismo chiamata lo
stile barocco, che dal Correggio si estese fino al Domenichino. 1

^ ^

Quando la pittura del Louvre sia stata eseguita, se fra gli anni dal 1491 al 1494 o prima,
non possiamo saperlo. I numerosi rapporti che la riattaccano ai tempi fiorentini di Leonardo,
e precisamente agli anni dal 1478 al 1482, farebbero pensare a un’origine in questo tempo.
In tal caso Leonardo avrebbe portata la tavola cominciata o almeno un cartone da Firenze
a Milano. Ma come non abbiamo delle notizie sulle pitture eseguite da lui nei primi tempi
del suo soggiorno in Lombardia, quali la Madonna del 1485 destinata al re d’Ungheria ed
il ritratto giovanile di Cecilia Gallerani, non possiamo farci un’ idea sull’evoluzione del suo
genio durante questo periodo. Il solo fatto appare confermato, che la pittura del Louvre non
può essere stata eseguita in un tempo così avanzato come gli anni 1496 e 1497, quando la
grande Cena vide la luce ; fra la maniera ancora fiorentina della Vergine e lo stile libero
di questa pittura murale un intervallo almeno di alcuni anni deve aver preso posto. Dal-
l’altra parte non pare credibile che Leonardo abbia fornito agli scolari una tavola, già finita
nel momento della conclusione del contratto, perchè in tal caso questo contratto avrebbe
contenuto un’altra frase che quella usata in esso, secondo la quale Leonardo e Preda erano
convenuti cogli scolari «de farli una ancona... ed uno quadro de una nostra dona... et
dui quadri cum dui angeli ».

Nemmeno sappiamo se la Vergine dipinta da Leonardo sia rimasta presso gli scolari
o lasciata a Leonardo, e quando ella sia passata in Francia. Ma come l’abbiamo già detto,
è bene probabile che per alcuni anni almeno sia rimasta sull’altare della cappella della Con-
cezione, e dopo soltanto, e forse in seguito della caduta del Moro, cambiata contro una
copia eseguita dal Preda.2 Che tale copia non abbia potuto essere dipinta prima degli
ultimi anni del Quattrocento, o piuttosto verso il 1500, è anche stato detto già nel corso
di questo lavoro. Per introdurvi i cambiamenti che rendono l’opera più graziosa forse, ma
certamente meno forte ed espressiva, il Pjeda non aveva bisogno dell’aiuto di Leonardo,
che con tale atto avrebbe rinnegata la sua creazione originaria.

W. von Seidlitz.

1 Vedasi il bel libro dello Strzygowski, Das lVerde?i
des Barock, Strasburgo, 1898. Se l’autore (a pag. 103)
non avesse preso come punto di partenza la Vergine

di Londra in luogo di quella di Parigi, egli senza
dubbio avrebbe indicato con più grande energia an-
cora Leonardo, e non Raffaello, come iniziatore di
questo movimento.

2 Per ispiegare la connessione fra le Madonne di
Raffaello dipinte a Firenze e le opere di Leonardo
non bisogna presumere collo Strzygowski, loc. cit., 20,
che la Vergine delle Rocce sia stata esposta per un
certo tempo a Firenze, ma basta rammentarsi della
Sant’Anna eseguita da Leonardo a Firenze nei primi
anni del Cinquecento.

L’Arte. X, 42.
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