L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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NOTE SUL BERGOGNONE

er l’ultimo e supremo rappresentante della indigena
pittura milanese nel Quattrocento, Ambrogio da Fos-
sano detto il Bergognone, ancora non è stato composto
uno studio speciale. Un elenco delle sue opere, disposte
non già in ordine cronologico, bensì puramente topo-
grafico, è stato redatto qualche anno fà da Luca Bel-
trami, il quale ha premesso al catalogo un breve proe-
mio, compendiante i pochi dati biografici che intorno
al Bergognone è possibile stabilire sui documenti, e i
caratteri più generici dell’arte sua.1

E tuttavia l’opera di sì nobile artefice è degna vera-
mente di un’ analisi attenta e intima ; essa rivela allo
studioso certi aspetti particolari che le danno quasi un
significato di eccezionalità. Unico infatti fra i discepoli
e gli imitatori del Foppa il Bergognone seppe trasfigurarne e quasi innovarne le forme con
un costante e raffinato amore di delicatezza che è rarissimo fra i lombardi della sua gene-
razione. E unico sopravvisse al tramonto della scuola, dopo l’avvento di Leonardo: testi-
mone del profondo e fatale rivolgimento artistico ch’esso operò, egli solo parve volersene
rimanere in disparte, non restio del tutto all’innovazione, ma cauto e diffidente; e se col
tempo dovè farsi, per necessità, più arrendevole, mai non pensò di dover alle nuove sacri-
ficare le sue formule antiche, a cui si tenne anzi sempre avvinto con tutta l’anima, fino al
terzo decennio del Cinquecento !

Anche circa lo svolgimento dell’attività artistica del Bergognone molto resta da chia-
rire e da distinguere. La distinzione fatta dal Beltrami, dietro la scorta del Muntz e dei
vecchi storici dell’arte, di una « maniera grigia » impersonata dalla Madonna con Santi del-
l’Ambrosiana, da una successiva, più parca di dorature e più vigorosa nel colore, è vaga
e sommaria. Il quadro della pinacoteca Ambrosiana e la maniera grigia rappresentano in
realtà, quanto al colorito, due stadi e due stili distinti per cui passò successivamente, nella
prima metà della sua vita, il mutevole pittore ; e quella che il Beltrami denomina la seconda
maniera, e che ha caratteri quasi antitetici a quelli delle due prime, è per noi indubbia-
mente la quarta, la definitiva, preceduta e preparata, naturalmente, da un periodo di tra-
sformazione e di transizione.

Non tutti i quadri e gli affreschi che la tradizione assegna al Bergognone e che anche
il catalogo del Beltrami accoglie tra le opere sue sicuramente genuine, possono accettarsi

1 V. L. Beltrami, Ambrogio Possano detto il Bergognone [In Inventario dell’Arte lombarda, Serie prima:
pittori], Milano, tipografia Lombardi, MDCCCXCV,
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