L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 12.1909

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GINO FOCOLARI

credo inedito, tratto dall’Archivio di Stato dalle Buste degli Inquisitori riferentesi agli studi
.e alle copie dai capolavori di Tiziano fatti da quel pittore a Venezia nel 1775.

E una supplica del console a Venezia della Gran Brettagna Giovanni Wdny protet-
tore anche dei nostri artisti, 1 per ottenere speciali facilitazioni al Romney che credeva
necessario alzarsi a copiare su di un impalcatura presso la tela del San Giovanni di Tiziano
a Santa Maria Maggiore. 1 2

Lo scrittore delle « Memorie enciclopediche romane », dandoci notizia, nel 1805, del
pittore vivente che vanta sopra gli altri Bassano, come egli chiama il Pellegrini, dice di
averlo veduto alcuni anni prima a Londra in uno studio fornito di buone tele e specie di
ritratti.

Dei molti suoi che devono essere rimasti in Inghilterra, godo di poter dar notizia di
uno almeno, che è nelle National Portrait Gallery di Londra. Me lo ha gentilmente indi-
cato Lionello Venturi; da poi che egli, prima che io mi occupassi di tale argomento, aveva
già fermata l’attenzione sui vigorosi ritratti del nostro pittore.

Lo scrittore calvinista inglese William Huntington, vissuto dal 1745 al 1813, vi è figurato
con una grande evidenza e con una minuzia quasi eccessiva nel rendere il vero, come si
può giudicare anche dalla riproduzione dovuta alla gentilezza ed alla liberalità del Direttore
della Portrait Gallery Lionel Cust. Forse lo studio delle pitture fiamminghe e tedesche,
che, com’egli stesso il Pellegrini dice nella lettera del 1792, riportata in nota, molto lo
interessavano, gli aveva un poco tolto di spontaneità, sì che egli pare qui un poco incep-
pato dal desiderio di essere troppo preciso e definito, benché il tipo esotico dell’inglese
contribuisca per gran parte a darci tale impressione. Mentre dunque i ritratti dovevano dar
largo guadagno al nostro bassanese, non cessavano, per accrescergli nome, gli incisori
compaesani di diffondere da Londra le stampe delle sue composizioni. Dobbiamo ricordare
con Bartolomeo Gamba, 3 quella di L. Schiavonetti tratta dal suo quadro, le Nozze di
Cana di Galilea, con figure metà del vero bene aggruppate, quella di Giovanni Vendra-
mini di Cupido che doma il leone e quella di Francesco Vendramini con Adamo ed Èva,
pure tratte da dipinti del Nostro. Ho qui riprodotto, perchè molto grazioso, l’Amore vinci-
tore dalla stampa del 1798, sotto la quale è notato che il dipinto originale figurava allora
nella collezione di Iohn Haring. Può darci esso una sufficiente idea di quel che fossero i

1 Alessandro Longhi gli dedica la stampa tratta dal
suo dipinto: La Pittura e il Merito.

2 Archivio di Stato, Inquisitori Busta 909.

Eccellenze,

Necessitato di ricorrere al Supremo Tribunale delle
E E. VV. trovasi il Console della Gran Brettagna Gio-
vanni Wdny.

Ottenuto il permesso per il Signor Romney pittore
inglese di poter studiare e copiare una delle pale di
Tiziano nella chiesa de’ Erari noti ha potuto ciò ese-
guire, se non in parte, perchè non era sufficiente ne
buono il lume della Chiesa.

Si rivolse a copiare il quadro pure dì Tiziano nella
Chiesa dì Santa Maria Maggiore, fu dimandato e
ne ottenne licenza ' dalla Madre Abadessa e dal Cappel-
lano, supponendo detto Console che ciò bastasse, nè fu
da Essi informato al contrario ; quindi si formò ima
armatura nececessatoria ; e sì fece tirare una col trina
per evitare sino all’apparenza di scandalo in tempo di
predica,

Ma mentre il pittore si accingeva al lavoro, trovò
detta armatura disfatta, ne ha potuto intraprenderlo.

Niun nocumento era per apportare Esso certamente
al quadro originale, essendo venuto espressamente a
Venezia per studiare sopra queste opere dì tanto famoso
maestro, e desiderando solo trarne una minore e sem-
plice copia. Al supremo tribunale delle EE. VV. ricorre
dunque detto Console per ottenere dalla generosità delle
EE. VV, il permesso a detto pittore dì poter copiare
il quadro di Tiziano in Santa Maria Maggiore, di citi
onesto carattere potrà testificare il Signor Zanetti Bi-
bliotecario D. P. ed il Console Sud. incontrerà tutte
le occasioni per dare nuovi ossequiosi attestati di sua
venerazione per la Serenissima Repubblica.

A tergo della lettera sta scritto : 7775, 20 aprile.
Il Signor Antonio Zanetti Ispettore pubblico de’ quadri
faccia conoscere con buoni modi la ragione al Console
inglese Wdny per la quale non può permettersi di far
armature per copiare quadri.

3 G. Gamba, Catalogo degli artisti bassanesi viventi,
Passano 1807, pag. 27.
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