L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

Page: 222
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1910/0264
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
2 2 2

MISCELLANEA

pignorati ad insaputa del maestro Liberale, e restituirli
a costui. N. 23.

1501 dicembre 30.

Il podestà di Verona restituisce a Viviano lapi-
cida dei denari a costui sequestrati per un debito che
aveva con certo Antonio Foppa, costituendosi piegio
per essi il nobile Giacomo dei Maffei. N. 23. Vedi
anche nella pagina precedente, 28 dicembre 1501.

1502 febbraio 26.

Al giudice dei malefìzi il dottore di medicina Be-
nedetto Nogara fa la sua minuta deposizione della
sua perizia fatta sul ferimento del maestro Michele
DEL FU MAESTRO PIETRO DA PORLEZZA DELLA CON-
TRADA di S. Andrea di Verona. N. 23.

1502 marzo 18.

Per mandato del vicario del podestà di Verona il
viatore Martino Bevilacqua riferisce all’ufficio della
cancelleria d’aver citato personalmente Giovanni Ze-
bellana da S. Marco, intagliatore, a consegnare
tre 1 statue, che tiene presso di sè, di ragione
DELLA COMPAGNIA DEL SEPOLCRO. N. 23.

1502 aprile 27, e giugno 8.

Il maestro Giacomo lapicida, del fu maestro
Giovanni da S. Benedetto, ottiene salvacondotti
personali per debiti privati. N. 24 (in fine).

1502 ottobre 18.

Il podestà di Veroni sospende tutte le cause di
Bernardino da S. Ambrogio, lapicida, per tutto
il mese prossimo venturo, affinchè nessuno possa mo-
lestarlo, essendo egli occupato nel far condurre a Fer-
rara una colonna di pietra. N. 24.

1503 gennaio 13.

Il podestà di Verona Bernardo Bembo ordina che
non si molestino, ad istanza dei lor creditori, 1 lapi-
cidi da S. Ambrogio Gabriele dei Frisoni (anche
ingegner?;), il maestro Bernardino figlio df;l mae-
stro Giorgio, Bonvfisino figlio di Giacomo Alberto,
Pietro dei Moscardini, Antonio detto Gatono e
Baldassarp; del fu Pietro Paolo, gli operai Barto-
lomeo detto Maroto da S. Ambrogio e Domenico di
Furazzo da Gargagnago, ed il maestro Bernardino
(Panteo) figlio del fu maestro Gregorio, lapi-
cida, da S. Marco, tutti deputati alla ricostru-
zione DEL PONTE DELLE NAVI, SOTTO LA DIREZIONE

dpillo stesso Panteo.2 N. 24.

T504 novembre 6.

Il podestà di Verona assegna al maestro Michfile
pittore da S. Quirico, il termine di dieci anni per
pagare ogni anno la decima parte a ciascun suo cre-
ditore. N. 25.

1508 agosto 2.

Il podestà di Verona assegna a certo Biagio per

'• Prima v’ era scritto odo ; la qual parola fu poi cancellata.
Certo alludesi pertanto a quelle statue che ancor si trovano nella
chiesa di Santa Toscana, già del Santo Sepolcro.

2 Q. Biapkgq, La cappella di San Biagio, ecc., cit., pag. 106.

il prossimo mese di settembre il termine per pagare
Giovanni ftglio dp;l maestro Angelo lapicida da
Torbolp: per alcune tavolette. N. 27.

1508 agosto 14.

In una questione vertente tra Adamo lapicida e
Bartolomeo Zanchini per il compenso di alcuni lavori,
il podestà di Verona condanna Bartolomeo a soddi-
sfare tutte le spese ad Adamo, atteso il giuramento
del maestro Simplicio lapicida, eletto dalle due parti,
il quale giudica buone le pietre lavorate. N. 27.

1508 settembre 28.

Il pittore Tebaldo da S. Maria alla Fratta
dicendo di avere smarrito il bollettino del pegno di
una pezza di panno da settanta portate, pignorata
presso Giudeo usuraio al banco di Villafranca, que-
st’ultimo si obbliga di presentare la pezza di panno
ad ogni mandato della Cancelleria di Verona, offren-
dosi fideiussore il gastaldione Crescimbene. N. 27.

1508 ottobre 20.

Alessandro Greco, cavaliere del podestà di Verona
annuncia di aver sequestrato dei beni al maestro En-
rico da Genova, orefice. N. 27.

1509 gennaio 24.

In una causa vertente tra certa Bernardina ed il
maestro Matteo lapicida da Ognissanti che voleva
stare nella casa di lei fino al termine della sua loca-
zione, al quale mancavano sei mesi, il podestà di Ve-
rona determina che Matteo sia obbligato a sgombrare
da essa casa. N. 27.

1509 marzo 14.

In una causa vertente tra Bartolomeo degli Ubriachi
ed il pittore Timoteo che vo'eva esser pagato per
LA PITTURA DI UN SOFFITTO, PER UN FREGIO, PER UN

CAMINO, pp:r due finestre da due inferriate, per
una porta, per due lettiere e per altri lavori che
gli aveva fatto, il podestà di Verona stabilisce a Bar-
tolomeo il termine di otto giorni perchè provi i suoi
diritti in questa controversia. N. 27. (.Antichi Archivi
Veronesi). Vittorio Fàinelli.

L’affresco di Melozzo da Forlì nel monumento
Coca a Santa Maria sopra Minerva. — L’affresco
nella Cappella di San Raimondo di Pegnafort, nella
chiesa della Minerva, sopra il monumento di Gio-
vanni Coca, rappresenta Cristo come Giudice univer-
sale, con angeli ai lati.

Il prof. Schmarsow non ammette per esso l’attribu-
zione a Melozzo, vorrebbe sapere chi abbia dato ori-
gine a tale giudizio artistico e conchiude il suo dire
colle seguenti parole : 1

« Ognuno che abbia studiato intimamente la pittura
« umbra dovrebbe riconoscere in questo dipinto un
«primo preparativo per Signorelli e una parentela
« con Bartolomeo della Gatta ma giammai il Forli-

1 Monatshefte fiir Kunstw. Nov. 1909, pag. 497.
loading ...