L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 13.1910

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GLI AFFRESCHI DI SANTA MARIA DI VEZZOLANO

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D’altra parte s’oppone all’attribuzione delle pitture di Vezzolano ad un artista dell Italia
centrale anche il tipo delle figure, specialmente delle teste ideali della Vergine e degli angioli
e delle sante Caterina e Margherita, a fronte assai sviluppata e prominente, che non ha
riscontro nell’arte schiettamente giottesca, laddove è evidentemente derivata dall arte gotica
francese, di cui le fronti bombate sono appunto caratteristica, e che ricorre pure nelle figure
delle pale d'altare del più noto pittore lombardo del Trecento: Giovanni da Milano.

Mi pare dunque che si possa oramai con sicurezza considerare gli affreschi della 5 arcata
di Vezzolano come un prodotto dell’arte locale, tanto più prezioso, in quanto abbastanza

log. 14— 1 orino, Chiesa di San Domenico
Affresco, San Giacomo Maggiore.

scarsi sono gli avanzi superstiti della pittura trecentesca piemontese; della quale i nostri
affreschi sono in grado di darci un’idea sufficientemente elevata. Senza dubbio le figure vi
sono talvolta mal costruite e sproporzionate (specialmente il bambino Gesù, enorme per l’età
che dimostra), le mani troppo grandi e mal disegnate con dita lunghe, grosse e tubolari,
le movenze alquanto impacciate e convenzionali nella mano alzata ed aperta nello stesso
gesto in troppe figure delle diverse istorie : ciò non di meno essi ci rivelano una scuola abba-
stanza progredita ed indipendente anche dalla contemporanea lombarda, e, se pure a questa
inferiore nella correttezza del disegno e nella finezza dei particolari, dotata di pregi che

tamente ad una tardiva versione della leggenda, se-
condo la quale rincontro dei tre vivi con i tre morti
sarebbe avvenuto ad un crocevia, segnato da una co-
lonna sormontata cja una croce, alla quale sono im

formate tutte le numerose rappresentazioni francesi
della seconda metà del secolo xv (Male, op. cit., pa^
gine 385-386).

1 Riprod. in A. Venturi, op. cit., V, fig. 709-712.
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