L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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EUGÈNE FROMENTIN E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE 341

Chi consideri, tuttavia, la parte teorica de VAcademia, che precede la storica, non
può non notare subito la più ossequente obbedienza a le dottrine del secolo. L'autore
disputa ancora sul primato fra pittura e scultura, concludendo « pictoriam atquc sta-
tuariam duas esse sorores gemellas »; tratta de l'invenzione e del disegno, seguendo cri-
teri dèi tutto consueti: « haec ars designatoria... res naturales... vivas designandum ad
vivum exprimat... », 1 e il giovane impari su le statue antiche e sui libri, come ciò possa
facilmente ottenersi; 2 a l'anatomia, a la prospettiva, a lo scorcio dà ogni importanza:
« pictor anatomiam intelligat, propter muscolos atque ossa»;3 attribuisce gran rilievo
agli effetti e alle « perturbationes animi », ' attenendosi fedelmente ai precetti di « nobiltà,
eleganza, chiarezza », diffusi dal Le Brun; consiglia, sopra tutti, i soggetti storici.s A pro-
posito del colore soltanto, considerato sotto molti aspetti, il teorico rivela una relativa
anti-academica novità d'atteggiamento.6

Anche dal punto di vista critico l'opera del Sandrart non offre effettiva singolarità
d'idee.

Se, per i maestri veneti, l'autore à seguito il Ridolfi, di cui accetta molte osserva-
zioni (senza tuttavia comprenderne sempre il significato), ne la maggior parte dei casi
si attiene al Vasari. L'influenza de le Vite su tutte prevale, sì che se ne leggono dei passi
tradotti quasi a la lettera.7 Naturalmente, le caratteristiche de la critica vasariana, raf-
forzate da le dottrine teoriche de l'autore, ad esse affini, si rispecchiano ne le pagine eie
VAcademia: tendenze naturalistiche, che non cscludon affatto principi classicisti, ten-
denze letterarie, illustrative, anedottiche... le quali tutte, più palesi nel giudizio de l'arte
italiana, si estendono a la trattazione dei maestri stranieri, sia pur con maggior misura.

Ciò che v'ha di notevole, quindi, ne la storia del Sandrart, non è uno speciale indi-
rizzo d'idee, teoriche o critiche; ma l'eclettismo estetico, ch'essa rivela.

Non manca contraddizione, evidentemente, anche in ciò.

L'academico scrittore, ch'esalta Raffaello e Giulio Romano, che dice ». carnosa et
coloribus vivida » la pittura del Poussin, che raccomanda a l'artista d'aver sempre seco
un trattatello, il quale induca a la memoria le espressioni, i gesti, richiesti dal soggetto,
poiché « tara variae sunt hominum actiones atque gestus, ut impossibile fere sit, omnes
in recenti vivaque retinere memoria... »,s l'academico scrittore, dunque, celebra l'opera
di Tiziano, del Tintoretto, del Veronese, sia pur secondo criteri naturalistici; loda Cara-
vaggio e Manfredi ; ricorda artisti, generalmente obliati, del Seicento italiano, di cui
distingue, a volte con acume, ciò ch'è dipendenza artistica, scambio d'influssi, ecc., e,
dove specialmente l'opera si caratterizza, apre le porte ai pittori d'oltr'Alpe, anche se
non abbiano conosciuta l'Italia e studiata l'antico. Tedeschi, Fiamminghi, Olandesi,
Francesi, Inglesi, tutti passano dinanzi al suo occhio: egli dà di loro « vitas atque en-
comia » e de l'arte d'ognuno cerca di comprendere lo spirito. Riesce effettivamente? A
circostanze biografiche, specie per i maggiori, lo storico dà gran rilievo: d'altra parte,
dal punto di vista critico, il giudizio permane vincolato di consuete restrizioni. Come
l'Academia francese di Raffaello, del Poussin e di pochi altri, così il Sandrart di Tiziano,
del Rubens, del Durer foggia, in certo modo, un nume, che adora e incensa, più che non
interroghi e comprenda: troppi limiti impone ancora a la libertà de la coscienza; mentre,
di per sè, la vastità de l'opera stessa induce a certa superficialità d'indagine.

1 Academia, pag. 4. di S. Nicolò del Tiziano è « Nudum ad vivum

2 Academia, pag- 5. exemplar, artubus naturaliter expressis » c che

3 Academia, pag. 7. Tiziano « ita rem agebat, ut pictura vicino mi-

4 Academia, pag. 11. nime, distanti autem artificiosissima videretur »

5 Academia, pag. 20. (Cfr. Vite: «Descriz. di. opere,, di ..Jiz. Vec. »,

6 Academia, pag. 13 e segg. t. VII, .pag. 436 e pag. 447).

7 Si legge, per esempio, che il S. Sebastiano 8 Academia, pag. 5.
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