L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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DI AMICO ASPERTINI

che costituivano parte della dote di sua moglie
Smeralda, ed il 26 marzo 1544 gliela rivendette,
depositando le 200 lire presso il banchiere Pietro
Bonfigli, fino a tanto che le avesse investite in
altri beni immobili.1

Nello stesso anno 1530 in cui prese moglie,
l'Aspertini acquistò da Gio. Camillo da Garzaria,
causidico, una possessione di cinquanta tornature
circa, situata a Pollicino, per lire 250, e la rivendè
poi nel settembre 1542 a Zaccaria Guirini. Se
non che sorse una lunga questione, perchè l'Asper-
tini asseriva che era finito ogni contratto di lo-
cazione preesistente, per cui poteva disporne a
suo piacimento; mentre Gio. Camillo da Garzaria
sosteneva che la locazione durava tuttavia, nè
l'Aspertini era libero di vendere quella posses-
sione. Volendo por termine a questa controversia,
vennero ad una transazione il 17 febbraio 1544,
per la quale detta possessione fu affrancata e
concessa liberamente a Zaccaria Guirini, che
pagò 25 lire agli stessi patti dei contratti pre-
cedenti. 2

Questo contratto potrebbe dimostrare non
essere privo di fondamento quanto scriveva il
Vasari 5 che « venuto finalmente in vecchiezza di
« settanta anni, fra per l'arte e la stranezza della
« vita, bestialissimamente impazzì; onde messer
« Francesco Guicciardini, il quale era allora gover-
« natore di Bologna, ne pigliava non piccolo
« piacere, insieme con tutta la città. Nondimeno
« credono alcuni che questa sua pazzia fosse me-
li scolata di tristizia; perchè avendo venduto per
« piccol prezzo alcuni beni, mentre era pazzo,
« ed in estremo bisogno, gli rivolle essendo tornato
« in cervello, e gli riebbe con certe condizioni, per
« averli venduti, diceva egli, quando era pazzo
« tuttavia ».

Il Ricci osserva 4 che « il Vasari riferisce tali
« notizie alla sua vecchiezza di settant'anni, ma
« l'accenno al Guicciardini come governatore di
n Bologna, costringe a portarle ragionevolmente
« indietro, ossia tra il 1531 e il 1536 ».

Sembrami invece più probabile che quanto
racconta il Vasari avvenisse nel 1544, quando
l'Aspertini era in età di circa settant'anni, e che
il biografo abbia errato accennando al Guicciar-
dini come governatore di Bologna. Del resto la
notizia della pazzia dell'Aspertini va accolta con
molta riserva; poiché lo stesso Vasari soggiunge

1 Ivi, rog. Lattanzio Panzacchi, 15 marzo 1542 e 26 mar-
zo 1544.

2 Ivi, rog. di Alberto Budrioli, filza 2\ n. 23 (17 febbr. 1544).

3 Le vite de' più eccellenti pittori, ed. Milanesi, voi. V, pa-
gina 181.

* Op. cit., pag. 29 dell'estratto.

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subito appresso che « può anche essere altrimenti »,
e non afferma che fosse così; ma ben dice che così
ha molte volte udito raccontare.

* * *

Il 20 aprile 1534 Pietro del fu Battista da San
Paolo, della diocesi di Reggio, ortolano, abitante
sotto la parrocchia di S. Giuliano, vendè a maestro
Amico Aspertini una pezza di terra di sei torna-
ture circa a San Rumilo, nel luogo detto Monte
Donato, per lire 225. Questa vendita fu stipulata
sotto la parrocchia di S. Dalmasio de' Scanna-
becchi, nella bottega d'oreficeria di maestro An-
tonio ed Angelo Michele Dosi. Ma pochi giorni
appresso, cioè il 13 maggio dello stesso anno, co-
testa pezza di terra, con altra possessione che
l'Aspertini aveva a San Kuffìllo, nel luogo detto
Camaldoli, fu venduta per lire 1200 a Gio. Batista
del fu Paolo Abati di Parma, detto il Priore,
della parrocchia di S. Gervasio, che si obbligò
di sborsare detta somma in due anni, dando in-
tanto a maestro Amico 72 lire, con alcuni patti
chiaramente specificati.1

In tutti questi contratti di compre, vendite e lo-
cazioni si manifestail carattereirrequieto e bizzarro
dell'Aspertini, che ci appare anche dalle sue pitture,
come fu già osservato dal Venturi 2 quando scrisse:
« La irrequietezza dello spirito, la sregolatezza
« dell'uomo si rivela in tutto quel che di scom-
« posto e di incerto traspare nelle sue figure ».

Così pure nei suoi contratti era un continuo
fare e disfare, o attaccar briga con questo e con
quello, come si vedrà pure da quanto segue.

1/Aspertini aveva una possessione con casa
anche a San Giovanni in Persiceto, che il 28 gen-
naio 1538 diede in affìtto a Domizio del fu Paolo
Mongardini mereiaio, della parrocchia di S. Maria
delle Muratelle. 3 II g marzo dello stesso anno
acquistò da Pellegrino Sacchetti di Ca' de' Fabbri;
anche a nome dei fratelli Lazzaro ed Agostino,
e da maestro Jacopo del fu Bartolomeo da Milano
fornaio una possessione a Ca' de' Fabbri, nel
luogo detto le teste, per 200 lire. + Ma ecco che due
anni dopo la stessa possessione fu ai medesimi
data in affitto dall'Aspertini, e il 2 marzo 1542
rivenduta per lo stesso prezzo di lire 200.'

1 Archivio notarile di Bologna, rog. di Gio. Francesco
Anelli (20 aprile 1534) e di Pietro Zanettini (13 maggio 1534),
filza 17, n. 75.

2 Storia dell'arte italiana, voi. VII, p. Ili, pag. 1018.

3 Archivio notarile di Bologna, rog. Lattanzio Panzacchi,
filza 27, n. 94 (28 gennaio 1538).

4 Ivi, rog. Lattanzio Panzacchi, filza, 27, n. 36 (9 maizo
1538).

5 Ivi, filza 21, n. 80 (2 marzo 1542).
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