L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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OSSERVAZIONI SULL' « ACUTO » DI PAOLO UCCELLO 41

annegato — oggi quasi scomparso — che per che sopratutto importa, a godere dello stile dei-
avere il corpo pieno d'acqua fa di quello un arco 'artista,colla certezza di non esserne sviato dal
grandissimo ». elementi emotivi estranei: il che è quel che conta,

Qualcuno forse opporrà che gli esempi che ho mi pare, in una valutazione critica.1
portato sono come dispersi nell'opera ineguale di
Paolo Uccello e, quel che è peggio, non di rado an-
che smentiti da intenzioni ben diverse: e che im- Venendo dunque a considerare il monumento
porta? Sono quei pochi casi felici che valgono, all'Acuto, io non so spiegarmi come dal disegno,
quelli soltanto che ci provano come l'artista abbia così ricco di stile, sia poi nato un'opera così medio-
realizzato soltanto allora il suo stile, non gli altii ere c che sembra anche rinnegare tutte quelle qua-
dpve lo stile non è stato raggiunto. lità stilistiche già viste.2

l'iti, i — Particolare della Battaglia, di Paolo Uccello nella Galleria degli Uffizi.

Del resto questo avviene, dal più al meno, per
ogni vero artista: quale capolavoro tra i più in-
discutibili è perfetto, in stile, in ogni sua parte?
Nessuno, poiché l'intelletto umano ha i suoi mo-
menti di stanchezza che del resto nell'opera d'arte
sarei tentato di credere fatali e necessari, come
pause riposanti dello spirito, a far emergere altri
momenti più vitali e completi.

Forse si dirà anche che questi esempi non sono
che dei particolari secondari. Ma... .esistono per un
vero artista particolari primari e secondari ? Non
mi parrebbe, a dispetto della tradizione morelliana
per la quale l'orecchio o il dito avrebbero per l'ar-
tista minore interesse che l'occhio o la bocca.
Questo accadrà per i mediocri, ma non per i veri
artisti che si prendono d'amore egualmente ad
ogni cosa capace di eccitare la loro sete creativa.

Dirò infine che questa mia critica puramente
formale — per taluno forse unilateiale — mi
ha offerto una nuova prova della utilità del metodo
per cui sono giunto, o m'inganno, a isolare e, quel

Confrontiamo le due figure (fìg. i,2ì: l'ampia
rotondità della parte posteriore del cavallo nel
disegno — tanto goduta che un accrescimento
tende nel sommo a renderla ancor più piena —,
degenera nell'affresco in una forma angolosa,
scarseggiante — specialmente in quella parte
superiore — meschina e rattrappita che nuoce a
tutta l'opera, dando al cavallo eh.'è d'intenzioni
eroiche nella parte davanti, un'aria arrembata
nella parte opposta.

1 [Ancora una volta: perche la critica dovrebbe, tra le
altre, occuparsi degli affetti umani che chiunque, anche il meno
iniziato all'arte, può scoprire e godere da sè ? Chi non godrà
da sè della umanità di Giotto o del candore spirituale dell'An-
gelico, quanti invece delle rupestri forme dell'uno 0 della...
modernità coloristica dell'altro?].

2 Se la mediocrità di quest'opera, allo stato attuale, non è
generalmente riconosciuta, credo doversi al fatto clic raffresco
è situato altissimo e all'oscuro e che il gruppo del cavallo e
cavaliere non è apprez/.abile dalle fotografie del commercio
dove è ritratto con tutto il monumento e quindi troppo piccolo.

L'Arte. XXII, 6
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