L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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ISA BELL. 1 ERRERA

domanda se la Frise non sarebbe la Frigia. 1 Ma perchè dubitarne? Ciò ci sorprende
sopratutto leggendo nello stesso libro questo brano: « In un punto della vita di S. Gower
(verso il 649) 2 si narra di un mercante frigio sfuggito al pericolo corso per essere passato
senza fermarsi davanti al monastero del santo posto sul Reno e del dono che, in segno
di riconoscenza, egli fa al Beato di una veste di seta». (Vita S. Goaris preb. auth. Wan-
delberto diac. et non. Pruni. Cap. XIV de prob. sanct. Vii. et Laur. Surio, Jul. 8, p. 113). —
Cap. XXXII (Ada Sanct. ord. S. Bened. sect. II, p. 296).

Questo documento aggiunto agli altri ci sembra conclusivo. Perchè quel mercante
non avrebbe portato dei palili dalla Frisia, se la Frisia era la sua patria?

* * *

Ci pare che questo basti a persuadere che i tessuti di Aquisgrana sono dell'vin se-
colo e originari dei paesi del nord — francesi forse o belgi - - ma non certo bizantini
o persiani.

In quel tempo i tessuti di seta uscivano sopratutto dai conventi, come i manoscritti
perchè dunque l'iniziale riprodotta a hg. 1 e i tessuti del Duomo di Aquisgrana non ver-
rebbero da uno di quei monasteri dove le monache per non peccare cercavano di riem-
pire le loro giornate creando opere utili o di grande bellezza?

I conventi e i monasteri furono nel Medio Evo veri focolari d'arte. Dobbiamo ad
essi molte gioie estetiche di cui vogliamo render grazie.

Isabella Errerà.

1 F. Michel, t. T, p. 322.

2 Conte di Mas Latrje, Trésors de Chronologie d'histoire et de géographie, Paris, 1889.
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