L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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ADOLFO VENTURI

XXXV.

Da lettera del Vescovo di Adria B. Costabili,
2 marzo 15K). (In. carteggio da Roma).

« ...Ho parlato cum Raphael da Urbino secondo
la Ex.a V. me scrive per la sua de' xxij. Lui dice
non avere mandato quello ritracto a V. Ex.a per
cossa de sua mano; ma che havendo voluto Santa
Maria in Portico [il Card. Bibiena] el mandasse
uno suo gargione a Neapoli per ritrare quella
Sig.ra, ha mandato a la Ex.a V. quello proprio
ritracto fece el suo gargione: Et al fornire la
opera de V. Ex.a dice, corno lo è solito, che non
bisogna che io el soliciti, perchè la have a core
più che altra cossa; Et me ha (lieto bavere gran
voluntade, et desiderio venire a ["errala per fare
riverentia a V. Ex.a. Et io non mancho ni sono
per mancare de tenirlo solicitato: Racomandòrrie
de continuo in grafia de V. Ex.a.

« Romae ij Martij M.D.X1X».

XXXVI.

Da lettera del duca di Ferrara al Vescovo di
Adria, 30 aprile 1519. (In carteggio da Roma).

« In un postscriptum ».

« Perchè sapemo che V. S. non può come bi-
sognarla al nostro desyderio sollicitare Raphael
da Urbino che fornisca quella nostra pictura et
che ancho non saria conveniente che ella lo andasse
a trovare a recordarglilo, scrivemo al Pauluzzo
che si pigli questa cura che alhii starà bene andare
e tornare più volte. V.ra S.a di questo lo infor-
marà perchè sappia che dire ».

XXXVII.

Istruzioni date al Paulucci, segretario ducale,
inviato a Roma in aiuto del Costabili, 30 Aprile
1519. (In carteggio da Roma).

« Appresso noi expettamo con molto desyderio
un opera de pictura che ci fa Raphael de Urbino;
el quale ha più volte ditto di finirla presto, che
già è molto che tolse a servirci, e pur nonlha ancho
facto; però volemo che con dextro modo lo solli-
citiate, e lo preghiate de parte nostra che le
voglia imporre la extrema mano più tosto chel può,
ricordandogli che quanto più presto ne servirà
tanto più grata ci fia la pictura, la qual sola ci
inanella a fornire il nostro camerino. E perchè esso
Raphael è molto del R.mo mons. de Cibbo, vo-
lemo che in nome nostro visitiate S. S. e la, pre-
ghiate che si degni esser nostro sollicitatore a
far che la detta pictura ci fornisca come ci pro-

mise che faria, quando essa S. S. fu a Ferrar»;
et allei molto ci offerirete et raccommandarete:
E perchè meglio sappiate che dire col prefato Ra-
phael, parlate prima con lo episcopo nostro ora-
tore che ve ne darla] bona informatione. Fer-
rariae ultimo aprilis 1519-

XXXVIII.

Lettera del Paulucci al Duca di Ferrara, 8 Marzo
1519. (In carteggio da Roma).

« Fui ala comedia [i Siippositi di Ludovico Ario-
stoj domenica sera... si lassò cascare la tela, dove
era pincto Era Mariano co alcuni diavoli che giu-
gavano con esso da ogni lato dela fella, et poi
in mezzo dela tella vi era un breve che dicea:
Questi sono li capreci de fra Mariano; et sonan-
dovi tutavia, et il Papa mirando con el suo
occhiale la sena che era molto bela, de mano
de Rafaele, et representavasi bene per mia fè
ferara de prospective,1 che molto furono laudate;
et mirando anchora el cielo che molto si repie-
sentava belo, et poi li candeleri che erano formati
in lettere, che ogni lettera substenea cinque torcie,
etdiceano: LEO - X ' PON ■ MAXIMUS, sopragiunse
el Nuncio in sena... ».

XXXIX.

Lettera dello stesso allo stesso, 3 maggio 1519.

« ...non si parlò [con Pietro Bembo] se non de
mascare et de la comedia et aparato de Rafael
da Urbino per quella fa recitar Mons. Cibo do-
menica proxima ».

XXXX.

Lettera dello stesso a'io stesso, 14 maggio 1519
(In dispacci da Roma, B. 17).

« Parlai heri in corte cum Rafael da Urbino,
me responde non haver altro S.rc et patrone

1 Mentre si collazionava questa lettera, il prof.G. Ber-
toni c'inviò gentilmente l'avvertenza che segue:

« Nella lettera edita dal Campori a pag. 127 delle sue
Notizie di Raffaello, 1. 3, non sta scritto: et representavasi
bene per mia fè FORAMI de prospective, ma si bene, in ma-
niera sicura: FERARA de prospective.

Occupandomi dell'Ariosto e dovendo per tale ragione
rileggere il carteggio del Paolucci da Roma, ho potuto
assodare questa lettura, che corregge un errore ormai tradi-
zionale (Fanf. d. Doni., Caselli, ecc.). Raffaello, pei Suppo-
siti dell'Ariosto, la cui trama si svolge a Ferrara, aveva di-
pinto uno scenario rappresentante Ferrara ». G. Bertoni.
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