L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

però che solo la quitanza vi è falsificala, epperciò si deve ri-
tenere per certa la presenza 'li Piero a Roma al tempo di
Sisto V. Le pittine dei cubicoli citate in quei documenti sono
quelle sostituite poi dalla decorazione raffaellesca; quelle
citate nella libreiia dimostrerebbero secondo lo Zippel che
tutta la decorazione della nuova biblioteca di Sisto IV tu
affidata a Pieni, cui risalirebbe pertanto anche l'ideazione
del famoso affresco di Melozzo, ora nella Pinacoteca pa-
pale e che dalla tradizione è variamente attribuito a Piero
od a Melozzo. La cosa si spiegherebbe, secondo lo Zippel.
ammettendo che Piero, colpito da cecità nel 1476, affidasse
la continuazione dell'opera iniziata a Melozzo. Infatti, da
quell'anno l'opera di Piero in Vaticano s'interrompe.

b) Cinquecento.

23. Angeletti (Quirino). La Chiesa di S. Andrea
sulla via Flaminia. (Boll, d'Arte, genn.-aprile 1919).

Per il restauro e la sistemazione architettonica di questo
gioiello negletto del Vignola.

24. Coi.asan 11 (Arduino), Opere di Pietro Paolo
Agabiti finora non identificate. (Boll, d'Arte, mag-
gio-agosto 19x9).

Alla non lunga serie delle opere di P. P. Agabiti da Sasso-
ferrato, che si inizia con la Madonna (1497) di Padova e
termina col ritratto del B. Giovanni Righi da Fabriano,
eseguito nel 1539 per la Chiesa dell'Eremita in Cupramon-
tana, aggiunge:

i° L'affresco con la Vergine fra due Santi, nella chiesa
di S. Colombano a Bologna. 2° La tavola col Presepe nella
Coli. Mongiardini Rembadi a Firenze (per il cfr. col Presepe
in S. Maria del Piano a Sassoferrato). 30 L'affresco in
S. Esuperanzio a Cingoli, già attribuito ad Antonio Solario
(Madonna col Bambino fra due Santi). 40 II Seppellimento
di Gesù, nel!' Ufficio del Registro a Gubbio.

25. Dami (Luigi). Domenico Beccajumi. (Boll.
d'Arte, gennaio-aprile 1919).

Buono studio d'insieme sopra questo seducentissinio e
strambo pittore senese.

I transiti da fra Bartolomeo a Michelangelo a Raffaello,
venati sempre da quelle sue ricerche personali di irrequie-
tezza e mobilità pittorica, ricerche fatalmente analoghe,
sebbene infinitamente inferiori come resultato a quelle ten-
tate altrove da Lotto, o da Greco, o da Grunewald, sono
abbastanza chiaramente intuite dallo scrittore, che pone
giustamente all'apice dell'attività del Beccafumi la Nati-
vità dell'Accademia, il S. Michele del Carmine, la Conti-
nenza di Scipione a Lucca, gli affreschi del Concistoro nel
Palazzo di Siena, opere compiute in massima parte fra il
'30 e il '40. Non abbastanza accentuato è il rapporto storico
fra questi fatti e il fenomeno del Rosso e d'altri a Firenze.

26. Del Vita (Al.), Di una ceramica di Andrea
Sansovino. (Boll. d'Arte, gennaio-aprile 1910).

II Del Vita ha rintracciato nel museo di Arezzo una
ceramica maiolicata rappresentante un imperatore e da
identificarsi con il Galba, fatto dal Contucci, che il Vasari
cita in casa propria.

27. Gauthier (Piene), Léonard de Vinci en
Franca. (Ga.v. d. B.-A.. aprile-giugno 1919).

Articolo commemorativo, carico di tutte le notizie rela-
tive al soggiorno di L. in Francia,

28. Kehrer (Ugo): HI Greco. (Mlinchen, Schmidt
1914)-

Dopo un soggiorno nella città stregata, Toledo, il Kehrer
ha sentito il bisogno di dar fuori anche lui un libro sul
Greco, che di fronte al libro informativo e «scientifico»
su Zurbaran dovrebbe rappresentare un'effusione di entu-
siasmo critico. Ma come nell'altro volume, c'è anche qui
pesantezza descrittiva e pertanto pochissimo volo. Era dif-
ficile del resto che il Kehrer potesse dire qualcosa di nuovo
dopo l'illuminazione di Meier Grate; per differenziarsi ha
dovuto ritoccarlo con qualche tocco snobistico di Barrès.

Lodiamo perù l'affanno di ricerca che il K. dimostra
nell'esame della luce e dei colori di Greco in relazione a
quelli d.i Bassano e soprattutto di Tintoretto; ma nelle
conclusioni non potremmo convenire del tutto; e rimandiamo
alle nostre osservazioni su Tintoretto nello scritto su Mattia
Preti. L'unico campo d'investigazione storica ancora aperto
relativamente al problema del Greco è quello che riguarda
le sue relazioni con i manieristi romani del '70 che aspira-
vano anch'essi vagamente verso Venezia, più di quanto
comunemente non si creda. Qui c'è ancora da scoprire
verità minori, ma deliziose, aggirandosi tra de Vecchi, Cati,
e persino gli Zuccari.

Il Kehrer non ha fatto a tempo neppure a servirsi della
Vita del Greco a Roma data dal Mancini e da me pubblicata
nell'arte del 1914.

Anche da studiare è l'allievo del Greco a Roma, Lattanzio
Bonastri da Lucignano.

Siamo lieti infine che anche il Kehrer abbia beffate a
dovere le ricerche preoccupate e ansiose di alcuni critici
clinici sull'astigmatismo del Greco.

29. Ricci (C), Nota su Al. Menganti. (Boll.
d'Arte, maggio-aprile 1019).

Lamenta l'assenza di studio particolare intorno a questo
forte scultore bolognese della seconda metà del '500, che
Agostino Carracci soleva chiamare il Michelangelo inco-
gnito. Il Ricci ne ha scoperto il ritratto dipinto dal Pas-
sarotti nel 1564, ed ora nella Pinacoteca di Perugia. Da una
scrittura a tergo, si apprende che il Menganti nacque nel-
l'anno 1531. Il testamento è del 1594. Seguono altri docu-
menti su fatti famigliari, salvo quello del '73 in cui il Men-
ganti è nominato coniatore delle monete di Bologna.

L'opera più nota-del Menganti è la statua di Gregorio XIII
sopra la porta del Palazzo Pubblico {1575-80).

VII. - Rinascimento straniero.

30. Borenius (T.), Lambert Rycx (Buri. Mag.,
agosto 1919).

È un pittore d'Anversa che lavorò in Isvezia a mezzo
il '500. Ne riproduce una Madonna della Collezione Frisk
di Stoccolma che ce lo dimostra un romanista sul tipo
del Mabuse.
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