L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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BOLLETTINO BTBL IOGRA FICO

vissimo sinistro occorsogli pubblicando un bozzetto di Stroz-
zi Genovese come opera del Cavallino, facendo ora mostra
di accettare un « avvedimento » di Venezia, per schivare
la legnata di Roma.

Poiché, dico, il De Riualdis pare quasi volersi rifugiare,
imbronciato, fra le paterne braccia del dott. Giuseppe
Fiocco, fidando forse in un'omertà fra ispettori che per buona
sorte non può. esistere, riportiamo qui uno scritto giuntoci
spontaneamente dall'amico Fiocco che rimette le cose in
giusta luce.

Venezia 30 aprile 1920,

« Leggo trasecolando in Napoli Nobilissima che Aldo de
« Rinaldis tenta un alibi intorno allo Strozzi spacciato
«per Cavallino valendosi di una mia meravigliata cartolina
« del Io marzo, in cui, dopo di aver visto il suo articolo
« gli scrivevo precisamente cosi: Ma come si fa signor A. D. R.
« « spacciare per Cavallino il bozzetto dello Strozzi di queste
« Gallerie! Ma ciò scrissi dopo la tua recensione giustissima.
« E io non era da mettere in causa se non come un confer-
« matore della tua rettifica. Aldo de Rinaldis mi ha risposto
« ma io mi guarderò bene dal rispondergli. Ciò per la verità,
«per la giustizia e per la buona amicizia tua a cui tengo.

« Giu-eppe Fiocco ».

Arlecchino a Venezia direbbe: Sento rumore. Che dice
Pulcinella?

E Aldo De Rinaldis si permette di voler anche discu-
tere con ine intorno alla Morte di San Giuseppe di An-
drea Vaccaro nel Museo di Napoli ? O lo stolido! il cafone !

Ma andiamo, via! che io non ho a discutere con lui di
qualsiasi cosa al mondo nò ora oè ma' più; dovendo, per
decenza, limitare il mio officio a rilevare, a classificare, a
graduare i suoi errori.

Ed ora? potrò io sperare che il consiglio di redazione della
Napoli Nobilissima voglia riunirsi d'urgenza per deliberal i
senz'altro che nel titolo della rivista — dato che in essa
voglia ancora infierire uno stolido calunniatore —il «No-
bilissima» almeno è di troppo?

Se, tuttavia, anche a titolo ridotto le cose andassero
per il peggio, temo forte non ci resterebbe che cantare,
con comento di putipù, ma senza inflessioni accorate di voce:

Addio mia bella « Napoli »
Mai più ti leggerò.

Roberto I.onghi.

P.S. Ahimè, che ancora sotto l'appellativo di « Nobi-
lissima » mi tocca di leggere e di avvertire un altro sopruso
dell' ispettore napolitano.

Voi sapete ch'io, facile Barbanera, avevo concesso al De Ri-
naldis dieci anni di tempo per ricredersi delle sue opinioni
novecentoventine. Mi accorgo che il lasso cronologico con-
cessogli era troppo ampio e che due mesi gli son pili che suf-

ficienti per dover ringollare le proprie affermazioni. Nel
primo numero della Napoh, in fatto, egli affermava che del
Cavallino in chiese «non v'è che un solo dipinto (un'Assun-
zione della Vergine in San Giovanni delle Monache) », nel
quarto ci assicura che le chiese di Napoli possono ancora
darci gradevoli sorprese anche per Cavallino e che un re-
cente lavoro di restauro ha lasciato « sbocciare, ai Gerola-
mini, due magiche e robuste elaborazioni coloristiche e chia-
roscurali di Bernardo Cavallino ».

Ora, poiché non possiamo credere che il còlto ispettore
partenopeo abbia cominciato soltanto adesso il suo giro
di contrizione estetica per le chiese di Napoli, e poiché'i
due quadri dei Gerolamini ci erano noti da almeno sei
anni, un retroscena ci deve pur essere anche questa volta.

Soltanto, il sopruso che il De Rinaldis intendeva pro-
babilmente di usare a me, è stato disgraziatamente com-
piuto ai danni della « perfetta probità » di un mio, di
certo, e suo, credevasi, amico, che proprio nel periodo
tra la prima affermazione e la recentissima palinodia
dell' ispettore, era riescito con grandi stenti a far foto-
grafare le due tele ilei Gerolamini ch'egli aveva scoperte
indipendentemente da me, e che --i proponeva di pubbli-
care fra breve.

Giunge (presente sicuramente storico) la cosa all'orecchio
del cólto ispettore che si affretta a far restaurare — d'uf-
ficio -— i due quadri di Cavallino, - ignorati soltanto
dal signor De Rinaldi1-.

Ma davvero! qual profondo conoscitore di pittura na-
politana dev'essere questo sciagurato ispettore che pur
possedendo da anni nel proprio studio due bozzetti
del Solimena per gli affreschi nella cappelletta di San
Filippo Neri ai Gerolamini non s'era mai avveduto che in
quella stessa cappelletta, due palmi sotto quegli affreschi,
c'erano anche quei due mirabili Cavallino! E lasciarseli
scoprire da un antiquario, evidentemente più intenditore
di lui!

E conosciamo, conosciamo anche il fondo della oscura pro-
fezia lanciata dal De Rinaldis, sulle sorprese che il Cavallino
ci potrebbe dare nelle chiese di Napoli. Ci tocca pertanto
sventare altri possibili soprusi, dando qui sotto la lista degli
altri Cavallino esistenti in Napoli, avvertendo che per quelli
nelle chiese l'indicazione ci è stata espressamente fornita
dallo studioso amico che sta attendendo a buoni studi su
quell'artista.

Napoli: San Lorenzo: Cavallino: Immacolata.

N'apoli: Sanità: Cavallino: Santa Lucia.

Napoli: Museo Nazionale: Cavallino: S. Antonio da Padova

(n. 380, attr. al Vaccaro).
Napoli: Museo Nazionale: Cavallino: Una giovinetta (n. 372,

attr. a Se. rii Pacecco de Rosa).

Tutti garantiti, e senza discutere le attribuzioni, al-
meno coll'ispettore De Rinaldis, che. di queste cose, non
ne mastica. r. I.

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per l'Italia e per l'estero.

A ix il io VENTURI, Direttore.

Roma, Tip. dell'Unione Editrice, Via Federico Cesi, 45.
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