L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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CATALOGO DEI DISEGNI DEL PISANELLO

NEL CODICE VALLARDI DEL LOUVRE

Continuaz e fine, vedi fase, precedente)

Una serie considerevole dei disegni della col-
lezione Vallardi è eseguita a penna o a lapis e
solo in seguito colorita ad acquarello. Alcuni di
essi sono di tale finezza da poter essere attribuiti
senza esitazione al Pisanello, sebbene la ridipin-
tura dia loro aspetto diverso da quello dei disegni
sin qui studiati.

11 foglio 141 (C. V.) contiene tre schizzi di
Martin-pescatore. Due sono eseguiti solo a penna,
il terzo è colorito ad acquarello. I primi ci sor-
prendono per il movimento istantaneo; nel terzo lo
strato fitto dell'acquarello offusca le solite finezze
dell'esecuzione.

Studio di due anitre (C. V., 138), una raffi-
gurata a nuoto, l'altra in atto di volare. Ambedue
sono eseguite a mirabili tratti leggeri e trasparenti,
i quali comunicano alle forme le più delicate sfu-
mature dell'ombra e della luce. Il piumaggio delle
ali e del dorso è interpretato dai caratteristici
segni falcati o semiovoidali del Pisanello.

Martin-pescatore e piccione (C. V., 187) a penna
c ad acquarello. Il rapido segno nervoso, sempre
parallelo, fa ritenere il disegno autentico pisa-
nclliano.

Nella serie che abbiamo cominciato ad esami-
nare è compreso un ricco gruppo di disegni ese-
guiti da altri sopra il modello in bianco e nero
dato dal maestro; dopo averlo copiato, lo scolaro
lo ripassava ad acquarello. Ciò spiega il carattere
di immobilità, di stasi, che caratterizza questi
lavori, come pure la maniera pedante di trattare
la superficie. E forse tutte queste copie paziente-
mente e materialmente eseguite, e qualche volta
corrette e ripassate dalla mano stessa del Pisa-
nello, erano destinate alla composizione di un libro
di animali, per uso dei pittori, sul tipo del noto
libro bergamasco.

Contribuisce a render difficile la distinzione
degli originali, in questa serie di disegni tinti di
acquarello, la coloritura stesa da un copiatore
moderno sulle tavole riprodotte. A questo gruppo
appartengono i fogli 56, 59, 63, 136, 137, 140,

143, 169, 196, ed altri non ancor numerati, con
studi di cardellini vivaci à colori smaglianti, Ma-
rtin-pescatori, piccioni, una varietà ricchissima
di uccelli, ora tanto spontanei nelle mosse da far
pensare al Pisanello, ora più studiati, e evidente-
mente opere di scuola.

Alcuni disegni di questo gruppo ci sono perve-
nuti nello stadio preparatorio, cioè già ristam-
pati dall'originale, ma non ancora coloriti ad acqua-
rello. Essi hanno la finezza dello sfumato pisanel-
liano, ma non la sua spontaneità. I segni non cor-
rono, non s'arricciano, ma s'allungano in filamenti
immobili, privi di vita, come si vede nei fogli 135,
207 e in un terzo non ancor numerato, con uno
studio di uccello fantastico raffigurato dal lato
sinistro [prova evidente di ristampa].

Alla categoria sopracitata si può avvicinare,
per il procedimento tecnico, una serie considerevole
di studi di cavallo, eseguiti a penna, con la stessa
cura e persino lo stesso formato dei precedenti,
e come essi, forse, destinati a formare un libro di
schizzi. Ogni foglio è condotto a termine con grande
cura, simile a quella già notata nella precedente
serie di disegni. Delineato il contorno, il disegna
tore rivolge il suo interesse alla superficie del
corpo, all'interpretazione minuta e paziente dei
peli.

A questa categoria appartengono gli studi se-
guenti: 51, 53, 55, 113, 118, 119, 151, 152, 157,
173, 214, C. V. Ha speciale importanza nella
serie, per la sua stupefacente vita, il disegno
150, eseguito a punta d'argento con tecnica mi-
rabile, rapida, semplice che involontariamente fa
pensare al maestro, non a uno scolaro Le
gambe dei due cavalli in fuga, tese in uno sforzo
esasperato, le criniere svolazzanti, gli occhi fissi
con espressione di terribile tensione — tutto in
questo disegno rivela una mano audace e potente.
C'è dell'impeto leonardesco nelle mosse esasperate
dei cavalli furenti. Con rapida mirabile sintesi,
sono tradotte le convulsioni dei due cavalli mo-
renti dal contorno febbrile tagliuzzato angoloso,
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