L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

Page: 244
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1920/0270
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
^44

MARY PITTALUGA

rena la tavola dell'Altare è opera eccellente di Iacopo Tintoretto... Le altre pitture sono
di Domenico Tintoretto w.1

Che, poi, il quadro dei Mercanti sia il medesimo di quello oggi ad Alzano, è evidente.
Poiché nella vecchia letteratura non si ricorda di Iacopo altra opera di tal soggetto, e
poiché la tela d'Alzano di Iacopo è indubitatamente, l'identificazione nascerebbe da sé,
anche se non vi fosse l'eloquentissimo cenno descrittivo del Roschini a toglier ogni re-
siduo di perplessità: è vero che nell'opera egli nota un ritratto, e non due, ma l'inesat-
tezza, distrazione d'elencatore, e, ciò che è più verosimile, illusione nata per l'oscurità
del luogo o per la presenza di qualche ornato dell'altare, che impediva di bene scorgere
la parte bassa del quadro, non infirma il valor della testimonianza.

Sì che della Madonna c San Cristoforo del Tintoretto, riassumendo, questa è la storia.

Nel 1570 la Scuola di S. Maria dei Mercanti, presso i Frari, si trasferì a S. Maria
dell'Orto, sotto la triplice protezione di S. Maria, S. Cristoforo e S. Francesco; intorno
a quest'epoca furono eseguite vaste decorazioni e restauri, come prova un'iscrizione che
il Cicogna riferisce,2 e, fra l'altro, dovè essere collocato il nostro quadro, il quale rileva i
caratteri delle opere di quegli anni (più tardi, nell'estremo volger di sua vita, Iacopo di-
pinse, per la stessa confraternita, una famosa Natività della Vergine, che « lavorò, stando-
sene a diporto nella sua villa di Carpaneto », e che, oggi, non so dir dove sia). Nella sala
terrena della Scuola la Madonna con S. Cristoforo rimase per il Sei e Settecento, obliata,
o quasi, fra le decorazioni di artisti minori, di Domenico in ispecie, cui si devono anche,
in questo luogo, i grandi quadri con diciotto ritratti maschili ciascuno, già nell'Accademia
di Vienna, sotto il nome di Iacopo, e dal '19 restituiti a Venezia.3 Nel 1819 la chiesa di
S. Maria dell'Orto fu dichiarata oratorio della parrocchiale di S. Marziale (Marcilian),
e, abolita la confraternita, il locale fu ridotto a magazzino: vari quadri dei Mercanti,
messi con altri di altre chiese e conventi « a disposizione di S. A. I. Eugenio Napoleone »,4
presero vie diverse, oggi non tutte note: fra i più belli il nostro, venuto in Lombardia per
una delle tante spedizioni di quegli anni, finì nella chiesa d'Alzano, dove il mondo lo
obliò.

Mary Pittaluga.

1 II forestiero illuminato intorno alle cose più rare
e curiose, antiche e moderne, della città di Venezia,
Venezia, 1796, p. 172.

2 Iscrizioni veneziane, Venezia, 1834, IL P- 347-

3 Cfr. Martinioni, op. cit. p. 167 c G. Fiocco,
Catalogo delle opere d'arte tolte a Venezia nel 1808,

1816, 1838 e restituite dopo la vittoria, Venezia,
1919, p. 10.

4 V. Archivio di Venezia; Buste Edwards ;
Direzione generale del Demanio; Ufficio Econo-
mato; Quadri, elenchi ed inventari.
loading ...