L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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MARIO SALMI

ombreggiature verdastre sulle carni rosee, un po'
fredde nelle luci, e il colore chiaro delle vesti e
della suppellettile, dimostrano che ci troviamo di
fronte all'opera di un maestro romano della fine
del sec. XIII. I riscontri facili si trovano nelle storie
del Vecchio e del Nuovo Testamento, affrescate
nella navata della chiesa superiore di S. Francesco
ad Assisi. I volti alquanto larghi e rialzati con gli
occhi grandi 1 i capelli riuniti a ciocche marrone,
striati di ocraceo che ha il Cristo flagellato o co-
piosi e serpeggianti, spioventi all'indietro, quali li

in pieghe un po' rigide, sono particolari comuni al
nostro ed a quei dipinti che la critica più recente
assegna ormai concorde alla scuola romana. Ma
negli affreschi di Assisi si notano ineguaglianze
di esecuzione che permettono di distinguervi al-
meno tre mani diverse: una esageratamente
drammatica, violenta e scorrettissima; 1 un'altra
dalle forme sobrie e dal sentimento; misurato;2
una terza, in fine, che nel perfetto equilibrio della
composizione e nel rilievo delle forme ritmicamente
classiche, rammenta il Cavallini e si vuole anzi

mostrano i manigoldi, J i caratteristici costumi
classicheggianti degli armati,3 il disporsi dei panni

1 Si confronti la tosta del manigoldo di sinistra nella
nostra Flagellazione, con la testa in profilo di un pastore nella
Natività di Assisi, riprodotta da S. I.othrop, Pietro Caval-
lini, in Mcmoirs of the American Acadcmy in Rome, ti,
(1918), tav. 46, fig. 1; e con quella di Giuda nella Cattura di
Cristo, tav. 46, fig. 2.

2 La lanosa capigliatura del flagellante a destra trova
corrispondenza con quella dei vecchi nella Fabbricazione
dell'Arca e con l'Abramo nel Sacrifizio d'Isacco, ad Assisi.
I.othrop, op. cit., tavv. 43 e 44.

3 Si pongano a riscontro coi guerrieri della Cattura di
Cristo.

della Flagellazione. Perugia, Galleria — (Fot. Verri).

identificare con lui. 3 Ma ad Assisi, il colore delle
carni rossastre non ci rivela ancora la tecnica del

1 II più recente studioso degli affreschi che c'interessano,
il Lothroi', op. cit., 189-90, attribuisce giustamente a questa
mano, la Separazione della luce dalle tenebre, le Storie di
Noè e il Sa rifìcio d'Isacco. La Natività, invece, assegnata
allo stesso artefice, ci sembra in parte superiore.

2 II I.othrop, loc. cit., le attribuisce le Storie di Giu-
seppe e, con dubbio, la Cattura di Cristo.

3 Secondo il I.othrop, op. cit., le appartengono le due
Storie di Giacobbe e forse la Deposizione, cui noi aggiunge-
remmo la parte maggiore della Natività. Ma uno studio
particolareggiato, può condurre a qualche altra distin
zione.
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